Laghi di Zioule, da Vens
Accesso
Navigazione stradale
Lasciare l'autostrada allo svincolo di Aosta Ovest e immettersi sulla strada regionale , seguendola per 950m (0,95km). Alla rotonda, svoltare a sinistra in direzione Courmayeur sulla strada statale e attraversare l'abitato di Saint-Pierre per 2,6km (3,55km). Tenere la destra su Rue Corrado Gex, proseguendo sulla strada regionale per 330m (3,88km), quindi svoltare a destra in Località Pommier continuando sulla per 3,5km (7,38km). Svoltare a sinistra rimanendo sulla per altri 4,6km (11,98km) sino al bivio di Vens. Svoltare a sinistra imboccando la strada regionale di Cerellaz e risalire per 7,95km (19,93km), attraversando i villaggi di Chez Louvitoz, Clavel e Cerlogne. Lasciare la e immettersi su strada comunale, proseguendo per 84m (20,01km) fino al tornante, poco oltre l'abitato di Vens, dove si trova il parcheggio.
Parcheggio
Poco oltre l'abitato di Vens, in corrispondenza di un tornante, si trova un parcheggio 🅿️ gratuito con una dozzina di posti.
Accesso con mezzi pubblici
Per raggiungere il punto di partenza dell'itinerario è necessario un mezzo privato, poiché Vens non è servita da trasporti pubblici.
Distanza e tempo di percorrenza
🕒 Tempo di percorrenza: 30 minuti
📏 Distanza: 20,1km
Navigazione GPS
Nota informativa
Le indicazioni fornite sono state verificate alla data del rilievo dell'itinerario. Prima della partenza si consiglia di verificare possibili variazioni del percorso o delle condizioni stradali. Per informazioni aggiornate si raccomanda di consultare Google Maps o Apple Maps.
Introduzione
Si raggiungono quattro laghi, dalla collocazione particolarmente appartata rispetto al turismo di massa.
Descrizione
L'escursione attraversa tutta la comba di Vertosan: si tratta di una lunga strada poderale sterrata che parte dalla località Joux. Non esiste un esplicito divieto di transito ed in fondo si troverà un parcheggio in località Jovençan. Chi però possiede amore per la natura e buone gambe potrà allungare deliberatamente il proprio trekking coprendo l'intero tratto a piedi (1h30' - 2h00') oppure preferibilmente in mountain bike. L'inizio è in discesa (che si ritorcerà in salita al ritorno!), poi il seguito è costituito da un lungo pianoro fino alla fine del vallone, in località Jovençan. La strada poderale prosegue oltre, ma questa volta con le consuete restrizioni d'uso. Nei pressi del ponte che attraversa il torrente per condurre agli alpeggi di Ruines (2080 m) si prosegue per alcuni metri sulla destra orografica del torrente, fino a trovare il vero e proprio sentiero. Poco dopo si raggiunge un bivio segnalato, che indica le direzioni per il Col Citrin (10) e per i laghi di Zioule (11). Si continua sul sentiero (11), alla sinistra del torrente, costeggiando le rovine dell'alpeggio di Berrio Nero. Il cammino diventa sempre più ripido man mano che ci attacchiamo la balza rocciosa che nasconde i laghi e ne costituisce lo sbarramento naturale. E' sufficiente un'ora e mezza di salita lungo un sentiero ben visibile. Volendo effettuare un itinerario circolare, dai laghi è possibile seguire il sentiero (8), (a sinistra di chi sale), che aggira la punta Zioule (quella che li separa dalla comba di Vertosan). Si consiglia di eventualmente seguire questo itinerario in discesa, dato che è un po' più lungo del precedente. Non si rientra a Jovençan, ma un po' dopo (scendendo la valle): infatti raggiunti gli alpeggi de L'Or di Fra si torna sulla poderale nei pressi di Fra. (Al bivio è posto un cartello che a chi sale indica erroneamente la direzione dei laghi di Zioule per il sentiero (8), mentre invece corrisponde al segnavia (11).
Curiosità
omicidio a Zioule Un documento conservato all’Archivio Storico di Aosta, datato 1347 e riesumato dal prof. Barbero, che ne ha tratto un pregevole articolo, racconta di come i placidi laghi di Zioule furono teatro di un terribile omicidio. Due fratelli, Jean e Perrin, figli di Blanchet di Cerellaz (frazione di Avise non lontana in linea d’aria dalla comba di Vertosan) affogarono qui la loro sorella Babel mentre la stavano accompagnando nel Vallese, con l’intenzione di allontanarla per sempre dalla famiglia. La giovane si era resa colpevole di ripetuti furti ai danni dei compaesani ed era già stata “ammonita” dal signore del luogo mediante il taglio di un orecchio. Ma probabilmente perché afflitta da cleptomania (disturbo all’epoca ignoto) era ben presto sfuggita alla sorveglianza dei suoi ed era ricascata in tentazione. Prima o poi la giustizia l’avrebbe arrestata ed impiccata, gettando ignominia sull’onore di tutta la famiglia. Da qui la decisione di allontanarla per sempre, che i due fratelli, “credendo di ben fare”, hanno autonomamente trasformato in omicidio. Un tribunale di tredici notabili valdostani, viste le loro buone intenzioni e la piena confessione resa, li condannò ad una forte ammenda e li rimise in libertà. fonte: Alessandro Barbero, Le belle guerre di messer De Tillier e altri racconti, Aosta, 1997.
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