Cima di Pal, da Fraschietto
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Becca di Monciair, da Breuil
Escursione alpinistica da preferire quando c'è un buon innevamento. Pendenze di 50°circa e alcuni tratti verticali ma brevi.
Escursione compiuta in giornata da pont, partenza da pont alle 5 poi sosta di 1 ora nel rifugio invernale in attesa di una buona luce. alle 7,30 partiamo dal rifugio e arriviamo in vetta alle 12,30 (noi ce la siamo presa con calma fermandoci a fare parecchie foto). la discesa richiede 3 ore. neve ventata e per lo più resistente fino a metà del ghiacciaio di Monciair, poi si sprofonda fino sopra il polpaccio. in parete la neve è a tratti compatta e a tratti farinosa. percorso abbastanza ripido, nel canale in uscita verso la cima ci sono alcuni tratti verticali ma corti. discesa lungo la via di salita sotto il grosso gendarme fino alle ultime roccette che abbiamo superato facendo sicurezza con la corda, poi in fondo non ci sono problemi con la terminale. cielo limpido fino alle 13 poi nuvoloso, abbiamo anche visto nevicare. giornata nel complesso fantastica, solo io e Edo in tutta la valle. Un altro punto di vista...
Becca di Monciair (3544 m) Autore: Dario Tomelini * Altre escursioni dello stesso autore Sito web Autore: * www.tomelini.com Nessun Commento Non c'è stato nessuno Ultima modifica: 30.08.06 Becca di Monciair (3544 m) - © 2005 Dario Tomelini Becca di Monciair (3544 m) - © 2005 Dario Tomelini Scheda dell'escursione Tipo itinerario: a/r Difficoltà Tecnica : Alpinistico Poco Difficile (PD) Sforzo Fisico: Medio Pericoli oggettivi: Medio (un po' infida a causa scariche e terreno scivoloso) Segnavia: non presenti Attrezzatura: Ramponi, piccozza, corda Tempo complessivo: 5h30' Tempo di salita: 3h00' Tempo di discesa: 2h30' Quota alla partenza: 1960 m Quota all'arrivo: 3544 m Dislivello: Salita 772 m + Salita 812 m Max quota raggiunta: 3544 m Esposizione: Nord-Ovest, Nord Periodo consigliato: giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre Bibliografia: * E.Andreis, R. Chabod, M.C.Santi, Gran Paradiso, Guida dei Monti d'Italia, CAI e TCI, Milano, 1980 Cartografia: * IGC, Foglio 102 Valsavarenche Val di Rhêmes Valgrisenche, 1:25000, Torino * Hapax, AIAT Gran Paradiso Foglio 1, 1:25000, Aosta, 2004
Becca di Monciair
escursione compiuta in giornata da pont, partenza da pont alle 5 poi sosta di 1 ora nel rifugio invernale in attesa di una buona luce. alle 7,30 partiamo dal rifugio e arriviamo in vetta alle 12,30 (noi ce la siamo presa con calma fermandoci a fare parecchie foto). la discesa richiede 3 ore. neve ventata e per lo più resistente fino a metà del ghiacciaio di Monciair, poi si sprofonda fino sopra il polpaccio. in parete la neve è a tratti compatta e a tratti farinosa. percorso abbastanza ripido, nel canale in uscita verso la cima ci sono alcuni tratti verticali ma corti. discesa lungo la via di salita sotto il grosso gendarme fino alle ultime roccette che abbiamo superato facendo sicurezza con la corda, poi in fondo non ci sono problemi con la terminale. cielo limpido fino alle 13 poi nuvoloso, abbiamo anche visto nevicare. giornata nel complesso fantastica, solo io e Edo in tutta la valle.Bec Renon, da Scalaro
Nonostante i pochi metri di dislivello questo itinerario richiede buon allenamento ed una certa esperienza di montagna. Il sentiero è più che altro una traccia, ci sono segnavia generiche (strisce bianco/rosso verniciate su pietre) poco evidenti e solo in un paio di occasioni è indicata la direzione con la dicitura "Bec Renon".
Da Quincinetto si prende la strada che con numerosi tornanti tocca Santa Maria proseguendo poi fino alla frazione Scalaro (1413 m), dove si lascia l'auto in un ampio parcheggio posto di fronte ad un'area attrezzata per pic-nic. Attenzione, nei periodi invernali questa strada non viene particolarmente curata, c'è pericolo di caduta massi e rischiate anche di trovare neve e/o ghiaccio (io ho dovuto lasciare l'auto 5 km prima di Scalaro). Si prosegue a piedi entrando nel paese, dopo pochi metri (esattamente di fronte al campanile) si incontra il cartello in legno che indica l'inizio del sentiero per il Bec Renon. Dopo un breve tratto percorso in direzione Nord, si raggiungono le baite Lebi. Si prosegue quindi attraversando un torrente e si giunge ad un gruppo di baite, dove si trova l'indicazione per il Bec Renon. Il percorso comincia qui a diventare più ripido sino al raggiungimento dell'alpe di Balma Piatta (1847 m) sorpassato quest'ultimo si giunge ad un colle riconoscibile per una serie di massi allineati impiantati nel terreno (1920 m, 2h00' dalla partenza). Quest'ultima è una zona aerea che domina la valle, nelle vicinanze ci sono diverse incisioni rupestri, perlopià coppelle. L'itinerario ridiscende nel vallone che parte dal colle. Il sentiero prosegue ripido tra gradoni rocciosi e tratti erbosi fino a raggiungere l'anticima (2h30'). La parte terminale del percorso si snoda su una cresta piuttosto esposta. In alcuni tratti è opportuno prestare molta attenzione e occorre procedere aiutandosi con le mani. Giunti finalmente sulla cima si trova un grosso ometto a protezione di una Madonna nera con Bambino. Personalmente questa escursione mi ha davvero gratificato, sia per il percorso selvaggio che per l'impegno fisico e mentale richiesto. E' facile perdere la traccia del sentiero, in discesa bisogna fare attenzione a non trovarsi sul sentiero C4 (sempre strisce bianco/rosso verniciate) che incrocia quello di Scalaro ma che porta da tutt'altra parte. Bibliografia: * Matteo Antonicelli, IvreAlpi, Ivrea, 2004 * Blu Edizioni, In cima. 78 normali nel Gran Paradiso, S.U.C.A.I. Torino, ISBN 88-87417-42-3 Cartografia: * IGC, Foglio 9 Ivrea Bielle Bassa Valle d'Aosta, 1:50000, Torino
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