Bivouac Forciolline, depuis le Castello
Aucun résultat
Nous avons été là
Bivacco Ravelli e Laghi Tailly
Report della gita
Bella gita, partenza da Alagna Valsesia (Vc), dalla strada principale del paese, vicino al ristorante Unione Alagnese, parte il sentiero n.3 per la valle d'Otro, prima parte interamente nel bosco, una volta raggiunta la bellissima frazione di Otro, si prosegue per un tratto quasi pianeggiante che supera tutte le baite delle varie frazioni fino ad un ponte in legno, lo si attraversa lasciando sulla destra il sentiero per il passo Foric, ora il sentiero si fà più ripido passando attraverso pascoli abbandonati, si prosegue fino a raggiungere il bivio per l'alpe Granus, alcuni nevai, si prosegue a sinistra sempre seguendo il n. 3, ora il sentiero sale decisamente ed in breve si arriva al bivacco (ore 4,00 da Alagna). Il bivacco è pulito e accogliente dotato del necessario per prepararsi il pasto, fornello compreso, 8 posti su cuccette + 4 sul pavimento, acqua nel lago sottostante. Noi abbiamo pernottato. Il sentiero prosegue ora su pietraia con ometti e bolli in leggera salita sino a raggiungere il ghiacciaio d'otro interamente ricoperto di sfasciumi ma con qualche crepaccio visibile. Ora il sentiero sale molto ripido sino a raggiungere il colletto Tailly da dove si possono ammirare i due splendidi laghi con blocchi di ghiaccio che galleggiano, si scende dal colle per sentiero un pò esposto ed una volta raggiunti i laghi con il sentiero 3a si ritorna Alagna. Dal Bivacco ad Alagna circa ore 6,00.
Informazioni generali
Condizioni via o sentiero:
Pericolo Oggettivo:
Tratti esposti:
Rischio valanghe:
Affollamento:
Condizioni meteo
Cielo:
Temperatura:
Condizioni neve:
Condizioni ghiacciaio:
Avvistamenti
Fauna: Rupicapra rupicapra, Capra ibex
Flora:
Galleria fotografica
Bivacco Giraudo
Bella escursione, partenza dalla Borgata Moies di Ceresole Reale, nel primo tratto il sentiero sale nel bosco con lunghi tornanti, quindi il sentiero non è mai troppo ripido. Usciti dal bosco il sentiero sale verso il colle Sià sempre con una pendenza moderata, raggiunti il colle si può godere di un paesaggio meraviglioso. Dal colle ora il sentiero prosegue in leggera discesa per un lungo tratto, sino ad oltrepassare un alpeggio abbandonato. Dall'alpeggio ora sale leggermente per poi scendere ancora sino a raggiungere il Pian del broglietto (2250 m.), ora bisogna guadare il torrente, che in questa stagione non crea problemi. Dal Pian del Broglietto, dopo un tratto pianeggiante il sentiero si fà più ripido e con numerosi tornanti raggiunge il Pian del Broglio (2387 m), bellissimo alpeggio con bestiame che pascola. Attraversato il Pian del Broglio il sentiero entra nella pietraia e sale fra di essa fino a superare una bastionata rocciosa sopra alla quale sorge il bivacco che si vede solo all'ultimo (2630 m.). Il bivacco è pulito e molto confortevole. Acqua nel laghetto dietro il bivacco. Discesa per lo stesso itinerario. Avvistamenti faunistici: Marmota marmotaRifugio Raffaele e Vittorio Leonesi
Bella salita in un ambiente stupendo. Raggiunta Ceresole Reale si prosegue sino alla fine del lago artificiale, quindi si svolta a sinistra e si raggiunge la sponda opposta del lago (dx orografica). La strada costeggia tutto il lago ma bisogna parcheggiare all'inizio essendo chiusa al traffico. Si percorre la strada asfaltata per circa 3 km. fino a giungere alla freccia segnavia che indica Rifugio Leonesi. Si sale a dx nel bosco per un bellissino sentiero che alterna tornanti a tratti pianeggianti. Si continua a salire nel bosco fino a circa 2000 m. quando si esce dal bosco e si raggiungono le baite del Trucco. Da lì a poco il sentiero diventa più faticoso, si sale dapprima in mezzo ad una pietraia e successivamente su morena. Superata la prima ripida morena, il terreno diventa più ripido ed impegnativo. Si cammina su ghiaia e sassi instabili sino a raggiungere lo sbocco del canalone nevoso che porta al Colle Perduto, ogni tanto rotola qualche sasso. Ora il sentiero corre tra la parete rocciosa a dx e la neve a sx, si prosegue e di li a poco si sale a dx su cengie detritiche in alcuni punti scivolose per la caduta di acqua sino a raggiungere il rifugio. Ottima la vista che si gode da quassù che ripaga ampiamente la lunga camminata. Per accendere la luce non usate l'interruttore generale, non funziona ma gli interruttori sui portalampada. Dal parcheggio al rifugio circa 5h. Bellissima salita in ambiente solitario, molto utili i bastoncini sia per la salita che per la discesa.
Bivacco Gino Revelli
Bella escursione, in luogo isolato e selvaggio, in due giorni non abbiamo incontrato nessuno, a parte gli stambecchi. La partenza avviene da Molino di Forzo. Il sentiero percorre il primo tratto in saliscendi fino alla frazione della Boschettiera, piccolo gruppo di baite molto ben curate dove al centro è ancora presente il forno che usavano per cuocere il pane. Passata la Boschettiera si attraversa il torrente su un ponte di legno ed il sentiero comincia decisamente a salire nel bosco, dopo numerosi zig-zag il sentiero sbuca su pascoli erbosi dove il sentiero si alterna a tratti più o meno ripidi. Si arriva alla casa dei guardiaparco (m. 2272), qui il sentiero si biforca, prendere quello di destra ( freccia su un masso con scritto B.Revelli)si prosegue sino ad arrivare vicino al torrente, si risalgono alcune roccette e si sbuca su un enorme pianoro attraversato nel mezzo dal torrente. Si continua su questo pianoro sempre sulla sx orografica sino ad un punto dove i segnavia portano ad attraversare il torrente e conducono vicino alla parete di rocce. Da qui si incomincia a salire in mezzo a blocchi e placche rocciose sino al bivacco che si intravede solo all'ultimo. Bivacco piccolo ma molto confortevole, molto ben tenuto e pulito, 6 posti (4 comodi), l'acqua si può trovare scendendo dietro il bivacco, acqua di sorgente molto pulita. Non vi sono attrezzature da cucina, ne fornelli. Sentiero ottimamente segnalato, su tutto il percorso i segni bianchi e rossi non distano più di dieci metri uno dall'altro. Discesa per lo stesso itinerario. Avvistamenti faunistici: Capra ibexBivacco Gugliermina
Lunga camminata in un ambiente di alta montagna. La partenza è da Alagna Valsesia m. 1154, lasciata l'auto nel capiente parcheggio del Wold, un servizio navetta presente nei mesi estivi porta fino all'inizio vero e proprio del nostro itinerario, la cascata dell'Acqua Bianca m. 1450. Da qui ci sono due possibilità, seguire l'itinerario n.6 che passa dal Rifugio Pastore, sale verso il Rifugio Crespi Calderini deviando poi fino a raggiungere il filo della morena, oppure come abbiamo fatto noi seguire il sentiero n.7 che sale al Rifugio Barba Ferrero e che deviando nell'ultimo tratto raggiunge l'itinerario n. 6. In entrambi gli itinerari bisogna guadare il fiume che con il caldo di questi giorni non è stata impresa da poco. Una volta guadato si guadagna il filo della morena che sale diritta fino alla pietraia, da quì le tracce portano a sinistra costeggiando la seraccata del ghiacciaio delle Piode fino a raggiungere la parete di roccia, da qui un breve tratto attrezzato con catene porta ad un altra pietraia, la si risale fino all'inizio di una cengia, anche questa attrezzata con catene, alla fine della cengia si sale tra roccette,alcuni passaggi sono molto esposti, ma sempre attrezzati fino ad uscire vicino alla piazzola dell'elicottero e poco più in alto il Bivacco Gugliermina m. 3260. Bel bivacco molto confortevole, molto caldo di notte dato che eravamo in dieci a dormire, fornello con bombola di gas e pentolame vario per prepararsi il pranzo, inoltre la presenza di pannelli solari garantiscono l’illuminazione del locale cucina ed una luce esterna di colore rosso sempre accesa di notte garantisce l’individuazione del bivacco in caso di arrivi notturni.. Bella escursione resa difficile dall'attraversamento del torrente molto gonfio dato il caldo di questi giorni, poi per il resto del percorso nessun problema, spettacolari le cadute di ghiaccio dalla seraccata del ghiacciaio delle Piode, ritiratosi moltissimo in questi anni, ricordo questo itinerario circa venti anni fà, quando anche nei mesi estivi la salita nella parte alta dell'itinerario avveniva su neve, ora neppure la traccia, solo piccoli nevai residui sulla prima pietraia e poi solo oltre il bivacco si vede un grosso nevaio, più in alto le condizioni del ghiacciaio sono buone ma comunque vedere lo scioglimento di questi ghiacciai mette un pò di tristezza. Avvistamenti faunistici: Marmota marmotaColle del Turlo
Bella gita nel Parco Naturale Alta Valsesia, il colle del Turlo mette in comunicazione la Valsesia con la valle di Macugnaga, si parte da Alagna-Wold, circa 1,5 km dopo Alagna centro, qui bisogna lasciare l'auto perchè l'ultimo tratto di strada è chiuso al traffico, chi vuole può usufruire di un servizio navetta per raggiungere la partenza vera e propria del sentiero. Noi abbiamo deciso di salire a piedi (circo 30 minuti fino alla fine della strada). L'itinerario si svolge dapprima nel bosco poi prendendo quota si cammina attraverso pascoli e roccie levigate dall'azione del ghiacciaio. Il primo tratto sale deciso ma poi la mulattiera compie lunghi tornanti sul fianco della montagna, quindi si prende quota lentamente, stupenda la vista sul Monte Rosa che vale di per sè la gita. Solo nell'ultimo tratto la mulattiera si fà più ripida, in alcuni tratti un pò rovinata e dopo circa 3,30 di cammino si arriva al colle, il passaggio che mette in comunicazione con la valle di Macugnaga e bloccato dalla neve, così come è ancora innevata la mulattiera di discesa verso Macugnaga. Avvistamenti faunistici: Capra ibex Avvistamenti floristici: rododendro
Cabane du Velan
La prima nostra ciaspolata impegnativa in un posto meraviglioso. Località di il villaggio di Bourg Saint Pierre (Vallese - Svizzera). Da Aosta abbiamo raggiunto il tunnel del Gran San Bernardo e da lì siamo giunti in svizzera. Lasciata la macchina nel villaggio di Bourge Saint Pierre abbiamo seguito il segnavia (bolli rossi e bianchi - cartelli indicatori Valsorey-Vèlan). La prima parte del percorso è ormai senza neve, neve che poi incontriamo all'inizio delle morene. Prima salita a zig-zag, poi un lungo traverso ci porta alla sommità della morena sgombra in molti tratti dalla neve e che percorriamo senza ciaspole fino a raggiungere il rifugio. Ambiente di alta montagna con alle spalle il Gran Combin e la Cabane du Valsorey e sulla nostra sinistra il Mont Vèlan. Il rifugio è molto confortevole e pulito, con due simpatici gestori. Trascorsa la notte scendiamo l'indomani per lo stesso itinerario di salita. Avvistamenti faunistici: Marmota marmotaParco nazionale del Gran Paradiso
Lungo e bellissimo percorso che fà parte dell'Alta Via Canavesana e del GTA che si svolge in uno degli angoli più isolati del Parco Nazionale del Gran Paradiso. La partenza è dal Comune di Ceresole Reale, il sentiero sale nel primo tratto nel bosco con lunghi zig-zag, usciti dal bosco si sale in direzione del colle Sià, giunti al colle il sentiero prosegue in discesa sino ad oltrepassare alcuni alpeggi abbandonati per poi risalire in leggera salita sino a raggiungere il Pian del Broglietto m. 2250, si guada il torrente in questa stagione senza problemi e si comincia a salire nuovamente, di lì a poco si giunge ad un bivio dove un cartello ci indica oltre che l'indicazione per il bivacco Giraudo anche l'indicazione per il Gran Piano (sentiero che percorreremo il giorno dopo). Il sentiero prosegue con numerosi tornanti fino a raggiungere il Pian del Broglio m. 2387, un tratto in piano ci separa dall'ultima salita in mezzo alla pietraia sopra alla quale sorge il bivacco Giraudo m. 2630 (6 posti letto con materassi e coperte - portarsi il fornello a gas). L'acqua nel laghetto dietro il bivacco. Dal bivacco si gode un ottima vista su tutta la vallata, alle sue spalle i Denti del Broglio e la parete del Ciarforon da questo lato completamente rocciosa. Il giorno dopo scendiamo sino a raggiungere il bivio e proseguiamo per un lungo traverso in leggerissima salita che ci porta al Gran Piano dove si trova uno dei casotti del PNGP (ex casa di caccia reale). Dal Gran Piano si sale nuovamente per una mulattiera a tratti franata sino a raggiungere la Bocchetta del Ges prima e la bocchetta dell'alpetto poi. Scendere ora al piano dell' alpe la Bruna, da quì si risale sino a raggiungere un guado che se attraversato seguendo il segnavia risulta problematico, conviene risalire un pò e attraversare dove i rami del torrente sono ancora divisi. Passato il guado si sale all'alpe la Motta da dove proseguendo ancora per mulattiera e sentiero si arriva davanti ad un immenso piano sul fondo del quale è collocata la Capanna Ivrea m. 2770. Ambiente grandioso e selvaggio. Il bivacco dispone di 9 posti con materassi e coperte, portarsi il fornelletto a gas, acqua 50 m. dietro il bivacco. Il giorno seguente dal bivacco si prosegue in direzione del Colle dei Becchi. Sempre su sentiero e mulattiera si raggiunge la base del del Colle dove si sale tra grossi blocchi di roccia, un piccolo nevaio e poi ancora grossi blocchi di roccia dove bisogna aiutarsi anche con le mani sino a raggiungere la sommità del colle m 2990, situato tra il Becco Meridionale della Tribolazione e il Blanc Giuir. Dal colle si scende nel vallone di Piantonetto, nevaio, pietraia, poi sentiero sino a raggiungere il rifugio Pontese m. 2200. Bellissimo rifugio situato all'inizio del Piano delle Muande, su un dosso roccioso che domina il lago artificiale di Teléccio. L'indomani scendiamo dal rifugio e in circa 3h e 30 min. di discesa raggiungiamo Rosone, paese sulla strada che da Pont Canavese sale a Ceresole Reale, da dove con l'autobus ritorniamo al punto di partenza. I tempi di percorrenza sono all'incirca: Ceresole Reale al Bivacco Giraudo h 4,00 - Dal Bivacco Giraudo al Bivacco Ivrea h 7,30 - Dal Bivacco Ivrea al Rifugio Pontese h 5,00 - Dal Rifugio Pontese a Rosone h 3,30 - Da Rosone a Ceresole Reale (autobus) 20 min. Avvistamenti faunistici: Capra ibex, Rupicapra rupicapra, Marmota marmota, Mustela ermineaBivacco Giraudo
Bella escursione, partenza dalla Borgata Moies di Ceresole Reale, nel primo tratto il sentiero sale nel bosco con lunghi tornanti, quindi il sentiero non è mai troppo ripido. Usciti dal bosco il sentiero sale verso il colle Sià sempre con una pendenza moderata, raggiunti il colle si può godere di un paesaggio meraviglioso. Dal colle ora il sentiero prosegue in leggera discesa per un lungo tratto, sino ad oltrepassare un alpeggio abbandonato. Dall'alpeggio ora sale leggermente per poi scendere ancora sino a raggiungere il Pian del broglietto (2250 m.), ora bisogna guadare il torrente, che in questa stagione non crea problemi. Dal Pian del Broglietto, dopo un tratto pianeggiante il sentiero si fà più ripido e con numerosi tornanti raggiunge il Pian del Broglio (2387 m), bellissimo alpeggio con bestiame che pascola. Attraversato il Pian del Broglio il sentiero entra nella pietraia e sale fra di essa fino a superare una bastionata rocciosa sopra alla quale sorge il bivacco che si vede solo all'ultimo (2630 m.). Il bivacco è pulito e molto confortevole. Acqua nel laghetto dietro il bivacco. Discesa per lo stesso itinerario. Avvistamenti faunistici: Marmota marmotaTre rifugi per 4 giorni
Abbiamo raggiunto la svizzera attraverso il passo del Sempione, una volta scesi sul versante opposto e raggiunta la città di Briga, abbiamo seguito le indicazione per il Grimselpass, la sommità del passo era avvolta in una nebbia fittissima (sembrava di essere a Vercelli nel mese di novembre), una volta raggiunta la cima del passo siamo scesi dal versante opposto fino Chunzetennlen (parcheggio - 3 h e 30 dalla Valsesia) circa 3-4 km. prima della funicolare del Gelmer, la più ripida d'Europa. Il sentiero parte dolcemente nel primo tratto, ma di li a poco sale decisamente e con parecchi tornanti prende quota velocemente sino ad arrivara al lago artificiale del Gelmer. Ora il sentiero attraversa sopra la diga e prosegue a mezzacosta sopra il lago, alcune corde fisse, alla fine del lago riprende a salire nella pietraia con alcuni pezzi innevati fino ad arrivara al rifugio (2h e 50m. dal parcheggio). Il rifugio è stato ristrutturato di recente è molto bello e confortevole. Vi pernottiamo 2 giorni così abbiamo la possibilità di proseguire sino al ghiacciaio oltre il rifugio, circondato da magnifiche pareti di granito rosa. Al rifugio non parlano italiano, ma se la cavano bene con l'inglese. Il rifugio era abbastanza affollato, visto che la zona offre innumerevoli vie di arrampicata. Ritorniamo al parcheggio seguendo lo stesso itinerario della salita. Raggiunta l'auto, proseguiamo in direzione del villaggio di Innertkirchen per poi risalire verso il Sustenpass fino al parcheggio della funivia del Trift. Abbiamo scelto di fare il primo tratto in funivia per alleggerire un pò la salita. Saliamo su questa piccola cabina per circa 10 min.. Dalla stazione a monte della funivia parte un bellissimo sentiero che si snoda prima tra pascoli dove si vedono numerosi greggi di pecore, per poi proseguire nel bosco ed arrivare al ponte sospeso (1 h e 45 min.). Il ponte unisce i due fianchi della montagna, passando sopra il lago Trift le cui acque sono lambite dal ghiacciaio, senza il ponte raggiungere l'altra sponda sarebbe problematico, in quanto comporterebbe un lunghissimo itinerario. Dal ponte saliamo ora alla capanna Windegg, molto meno affollata della precedente e più spartana, ma molto accogliente. Pernottiamo e l'indomani scendiamo sino al parcheggio senza l'ausilio della funivia (circa 3 h e 30 min. dal rifugio). Una volta raggiunto il parcheggio partiamo subito ritornando in direzione del Grimselpass fino a raggiungere il Grimsel Hospiz, un bellissimo hotel vicino al lago Grimsel, penso non molto a buon mercato. Da quì parte l'itinerario per raggiungere l'ultimo rifugio in programma il Lauteraarhutte. Dal parcheggio si scende verso il lago e si attraversa sopra la diga in direzione del versante opposto della montagna. Il sentiero sale daprima su gradoni verso destra per poi ritornare con leggera salita verso sinistra sino all'imbocco di un tunnel (100 m. circa - non illuminato), si attraversa il tunnel e si prosegue sul sentiero con salite, discese e tratti pianeggianti per circa 5 km, fino alla fine del lago. Il sentiero è stupendo corre a mezzacosta, tra cespugli di rododendri, da un lato le rocce scendono a picco sul lago e dall'altro magnifiche placche di granito rosa invitano all'arrampicata. Alla fine del lago il sentiero prosegue pianeggiante ed il panorama cambia completamente, sembra di essere in Imalaia. Si continua a camminare sino a raggiungere il fronte del ghiacciaio, da quì il sentiero sale a destra sul fianco della montagna per poi ridiscendere più avanti sul ghiacciaio che è interamente ricoperto di pietrame ma con visibili crepacci. Si prosegue seguendo ometti e paline in legno per un lungo tratto sino a quando il sentiero riprende a salire sul fianco destro della montagna in modo molto deciso sino ad arrivare al rifugio che è visibile solo all'ultimo (circa 5 h dal parcheggio). Il panorama che si vede dalla balconata del rifugio lascia senza fiato e ripaga della fatica per raggiungerlo. Numerose sono le cime oltre i 4.000 m. e fa impressione questo lunga lingua di ghiaccio che in basso oltre il rifugio si insinua fra le montagne per oltre 10 km. Alla sera nei dintorni del rifugio sono arrivati circa una 20 di camosci. Tutta la zona è sotto protezione dell'Unesco, speriamo si conservi così. Vi pernottiamo e dopo colazione scendiamo a nostro malincuore per ritornare a valle (circa 3 h e 50 min.) Dei tre rifugi questo è quello che merita sicuramente una visita di ritorno, molto simpatici i due custodi Toni e Dora (marito e moglie), Dora oltre ad essere un ottima cuoca parla anche un pò di italiano. Per gli amanti dei posti selvaggi e isolati senza dubbio questo rifugio è il posto giusto. Avvistamenti faunistici: Aquila chrysaetos, Marmota marmota, Rupicapra rupicapraBivacco Borghi
Bella gita anche se faticosa nel tratto sulla morena. Risalire tutta la valle di Cogne sino al parcheggio di Valnontey, dove termina la strada di pubblico accesso. Da qui bisogna risalire la vallata per un tratto su strada sterrata, poi al suo termine su un bel sentiero sempre all'ombra nel bosco. Si procede sempre con una leggera salita fino ad incontrare il primo bivio che porta al rifugio Vittorio Sella, ai casolari dell'Herbetet e al bivacco Leonessa. Lasciamo questo bivio proseguendo a sinistra. Proseguendo si arriva ad attraversare un robusto ponte e subito dopo si lascia a destra il sentiero per il bivacco Pol e Grappein. Proseguiamo sempre a sinistra fino a raggiungere l'inizio della morena, il tratto più faticoso dell'itinerario. Si incomincia a salire incontrando un altro bivio per il bivacco Money e il bivacco Martinotti. Si sale sul filo della morena fin quasi al termine dove il sentiero scende di lato in una conca, dove si vede l'isolotto roccioso su cui sorge il bivacco. Vi è ancora tanta neve, bisogna fare attenzione perchè in alcuni punti al di sotto scorre il fiume e potrebbe cedere la crosta superficiale. il panorama è stupendo, la nord della Becca di Gay, le seraccate del ghiacciaio della Tribolazione dove sullo sperone che le separa si intuisce l'itinerario di salita per i bivacchi Pol e Grappein fanno da contorno al bivacco, di fronte si intravede il tetto del bivacco Leonessa e in basso tutta la Valnontey sino a Cogne. Forse il nome Gran Paradiso non è stato dato a caso. Spettacolari i distacchi di ghiaccio dai seracchi. Discesa per lo stesso itinerario, molto utili i bastoncini. Abbiamo trovato il bivacco in disordine, coperte non piegate, parecchie bottiglie di plastica, la mattina dopo prima di ripartire abbiamo dato una sistemata al meglio e una bella ramazzata al pavimento. Tempo di salita dal parcheggio di Valnontey circa 4 ore e 30, giornata molto calda che sopratutto nel tratto su morena rende tutto più faticoso.Bella gita anche se faticosa nel tratto sulla morena. Risalire tutta la valle di Cogne sino al parcheggio di Valnontey, dove termina la strada di pubblico accesso. Da qui bisogna risalire la vallata per un tratto su strada sterrata, poi al suo termine su un bel sentiero sempre all'ombra nel bosco. Si procede sempre con una leggera salita fino ad incontrare il primo bivio che porta al rifugio Vittorio Sella, ai casolari dell'Herbetet e al bivacco Leonessa. Lasciamo questo bivio proseguendo a sinistra. Proseguendo si arriva ad attraversare un robusto ponte e subito dopo si lascia a destra il sentiero per il bivacco Pol e Grappein. Proseguiamo sempre a sinistra fino a raggiungere l'inizio della morena, il tratto più faticoso dell'itinerario. Si incomincia a salire incontrando un altro bivio per il bivacco Money e il bivacco Martinotti. Si sale sul filo della morena fin quasi al termine dove il sentiero scende di lato in una conca, dove si vede l'isolotto roccioso su cui sorge il bivacco. Vi è ancora tanta neve, bisogna fare attenzione perchè in alcuni punti al di sotto scorre il fiume e potrebbe cedere la crosta superficiale. il panorama è stupendo, la nord della Becca di Gay, le seraccate del ghiacciaio della Tribolazione dove sullo sperone che le separa si intuisce l'itinerario di salita per i bivacchi Pol e Grappein fanno da contorno al bivacco, di fronte si intravede il tetto del bivacco Leonessa e in basso tutta la Valnontey sino a Cogne. Forse il nome Gran Paradiso non è stato dato a caso. Spettacolari i distacchi di ghiaccio dai seracchi. Discesa per lo stesso itinerario, molto utili i bastoncini. Abbiamo trovato il bivacco in disordine, coperte non piegate, parecchie bottiglie di plastica, la mattina dopo prima di ripartire abbiamo dato una sistemata al meglio e una bella ramazzata al pavimento. Tempo di salita dal parcheggio di Valnontey circa 4 ore e 30, giornata molto calda che sopratutto nel tratto su morena rende tutto più faticoso.
Aucun résultat
Aucun résultat