Refuge de la Barma, de Coumarial
Monte Penzo et Monte Liprando, depuis Pentema
Monte Spigo, circuit au départ de Torriglia
Balcon sur le lac Tovel
Le long du Rio Tanarello
Anneau du col de Faiallo
Le mont Darkness
Refuge Bonatti, le long du balcon de Planpincieux
Anello delle Mànie
Monte Giarolo, depuis le refuge Piani di San Lorenzo
Forêt régionale de Deiva
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Panorami Doc dal Rifugio Mont Fallère e dal Lago delle Rane
Report della gita
Finalmente una Giornata super! Tale da giustificare la lunga, ma poco faticosa (autostrada quasi vuota), trasferta in Valleè. Usciamo a Aosta Est in 2h15 (mentre per Aosta Ovest St. Pierre si spendono, And. e Rit., ben 14,40 E. in più!!). Con strada normale sono 15’ in più (info http://cralgalliera.altervista.org/MappabnAosta.jpg ) e si risparmia, almeno un po' (comunque sempre ben 26,60 E. da Genova Nervi!). Ci si dirigere verso Polein, Pila, Gressan, Jovencan e Aymavilles (ovviamente in senso opposto al ritorno), poi da Aymavilles si scende a St. Pierre e, dal castello, si va a destra per St. Nicolas. La strada rimonta con diversi tornanti e si continua per Vetan superiore (circa 21 km da Aymavilles + altri 14 km per l’A5).
Entrando in vallata, spicca subito il Ghiacciaio Rutor (3.486 m, uno dei più vasti della Valle d'Aosta) e la chiesa di St. Nicolas, alla luce del sole del mattino... che dire, la presente proposta è un tracciato con un panorama spettacolare, nell'assolato pianoro sopra Saint Nicolas e Vetan fino al rifugio Mont Fallere.
Il punto d'inizio della gita a piedi è presso i parcheggi della zona pic nic accanto all'Hotel Ristorante Notre Maison a Vetan sup. 1780 m. Si parte, seguendo i simboli e superando un boschetto, e, poi, si prende a dx, calando per guadare un torrente. Si fiancheggiano altri due rii (c'è molta acqua che fa un piacevole… assordante... rumore...) e, sotto l’Alpe di Tholes, si tiene la destra (20'). Ci si inoltra così in piano, nel vallone del torrente Méod. Da un bivio (20'), si piega a sin. lasciando la traccia a dx per l'Alpe Mont Loe. Ci si inerpica, ora, un po’ faticosamente per 30', in un bel bosco di larici. Dietro, svetta la punta innevata della Grivola, 3969 m, mentre si continua a rimontare la cresta, fino a trovare una poderale... dove si svolta a dx (20'). Una bella sterrata accompagna fino al rifugio e di fronte si nota il monte Fallere 3090 m. Lungo il cammino, ci sono diversi esempi di sculture dell'artista Siro Vierin e di altri autori. Le opere rendono il percorso vario, una specie di museo a cielo aperto, ed è un incentivo per i più piccoli che avranno la curiosità di scoprire... le successive... Alcune sono proprio simpatiche... come quella che si potrebbe chiamare: “Quando scappa... scappa...”. Infine, si è dal rifugio... a 2.385 m - 45' per un tot. 2h15 per l'andata. Altre sculture, anche in fase di lavorazione, sono presso la struttura che è gestita proprio dall'autore di queste opere... Il panorama dal rifugio è stupendo e si possono creare foto uniche, con tutte le cime che si stagliano di fronte... (link http://cralgalliera.altervista.org/Rmf07VistaDaRifMontFallere.pdf ). La cucina è curata, con prezzi ragionevoli, ed il servizio è ottimo (cortese e veloce).
Dopo pranzo (Gnam!), si volge lo sguardo verso l'alta valle... poi, in 10', si arriva al lago delle Rane (2367 m). Lo specchio d'acqua è un crocevia di sentieri... e si sceglie quello in discesa… Diversamente in salita, si procede verso i due laghi Mort e Fallere (i tracciati, più avanti, si dividono...). Le frecce gialle sono presenti... però in modo molto parsimonioso... Si sfiora l'Alpe Tsa della Comba (fonte - 30' - 2260 m) e si svolta bruscamente a destra (sempre pochi simboli). Più avanti si ha un bello scorcio su Vetan. Si continua a perdere metri e quando gli alberi incominciano ad essere più numerosi, su un masso (30') c'è un simbolo e si va, improvvisamente, a dx... (nessun riferimento o freccia!). Si scende ancora... fino a lambire l'Alpe Mont Loe (1985 m). Altro bivio (20'), difficile, perché non segnalato: si abbandona lo sterrato e si supera il torrente, in corrispondenza della captazione idrica e si prosegue in piano... con bella retrospettiva sulla zona dell'Alpe Mont Loe … fino a ritrovare il bivio del mattino (10'), dove si chiude l'anello! In 30' si è all'arrivo... tot. 2h/2h15 per il ritorno (data la difficoltà di reperimento del percorso si procede lentamente – per i meno esperti si consiglia di rifare la via dell'andata...).
In definitiva: diff. E (il ritorno è quasi EE, un paio di bivi NON sono marcati!), disl. 600 mt tot. A e R 4h30 - meteo splendido! Al ritorno in auto, fotografata pure la superba mole della Grand Combin (4314m) e, prima di rientrare, si fa benzina al distributore dell'iper Carrefour, nei pressi dell'ingresso di Aosta est, a 1,705 E!!
Ecco alcune anteprime...
1 Particolare Luna Su Saint Pierre:
http://cralgalliera.altervista.org/Rmf01LunaSuSaintPierre.jpg
2 La Luna Corre Su Ghiacciaio Rutor:
http://cralgalliera.altervista.org/Rmf02LunaCorreSuGhiacciaioRutor.jpg
3 Luna Su Alpe Chatalanez:
http://cralgalliera.altervista.org/Rmf03LunaSuAlpeChatalanez.jpg
4 Arrivando Al Rif Mont Fallere:
http://cralgalliera.altervista.org/Rmf04ArrivandoAlRifMontFallere.jpg
5 Lago Rane:
http://cralgalliera.altervista.org/Rmf05LagoRane.jpg
6 Particolare Grivola
http://cralgalliera.altervista.org/Rmf06Grivola.jpg
7 Panoramica Vista sulle montagne in una splendida giornata Da Rif Mont Fallere...
Fantastica composizione foto!!!!!!!
http://cralgalliera.altervista.org/Rmf07VistaDaRifMontFallere.pdf
8 Polenta presso il rifugio:
http://cralgalliera.altervista.org/Rmf08PolentaRifMFallere.jpg
Inoltre, i file pdf sono disponibili ai collegamenti:
Parte UNO http://cralgalliera.altervista.org/RifugioMontFallere014A.pdf
Parte DUE http://cralgalliera.altervista.org/RifugioMontFallere014B.pdf
Altre info:
http://www.cralgalliera.altervista.org/esc.htm
http://www.cralgalliera.altervista.org/gite014.jpg
Il nuovo notiziario un'Idea per il fine Settimana:
http://www.cralgalliera.altervista.org/nuova_pagina_24f.htm
Foto :
http://www.cralgalliera.altervista.org/anno2014.htm
http://www.cralgalliera.altervista.org/altre2014.htm
Buona visione!
ciao a tutti
NB: in caso di gita, verificare, sempre, con FIE, Cai, eventuale Ente parco o altre Istituzioni, pro loco, ecc., che non ci siano state variazioni che abbiano aumentato le difficoltà! Si declina ogni responsabilità. Il presente testo ha solo carattere puramente indicativo e non esaustivo.
Introduzione
rifugio Mont Fallere
locontim
via: Accesso da Vetan sup.
Autore: Maurizio Lo Conti
Segnavia: Paline e numerazione gialla, tipica della Valle d'Aosta
Data del rilievo: 13/09/2014
Foto copertina: Arrivando al rifugio Mont Fallere © 2014 Maurizio Lo Conti
Tipologia Percorso: parzialmente circolare
Informazioni generali
Condizioni via o sentiero:
Pericolo Oggettivo:
Tratti esposti:
Rischio valanghe:
Condizioni meteo
Cielo:
Temperatura:
Condizioni neve:
Condizioni ghiacciaio:
Avvistamenti
Fauna:
Flora:
Amici:
Galleria fotografica
Rifugio Coda, anello da Pian Coumarial
Report della gita
Sabato scorso splendida gita di media difficoltà (poco più di 800 m di dislivello) in Valle d’Aosta…
Era dall’anno passato che avevo preso in esame questa gita, che ha una particolarità tutta sua …
In pratica, il punto più alto che si raggiunge è una bellissima finestra sui vari 4000 della Valle d’Aosta… basta solo cercare il giorno giusto (possibilmente un sabato…) che avesse le condizioni meteo adatte…
Da anni, ormai, mi affido a www.ilmeteo.it che solo pochissime volte in passato mi ha deluso, ma mai quando si va in Vallée! ed ha comunque percentuali di successo alte, che sono difficilmente pareggiate da altri…
Finalmente il 25 lug si sono verificati i giusti presupposti e così…………
Partenza molto mattutina e uscita autostradale a Pont (primo svincolo in Valle d’Aosta)
Colazione e, dopo aver preso la provinciale che risale la vallata di Gressoney; dopo Fontainemore si piega a destra con una strada che si inerpica fino a Plan Coumarial, a 1450 m.
Al termine dell’asfalto, la strada si allarga con molti spazi per lasciare le auto. Peraltro pochissime le macchine parcheggiate… si parte intorno alle 8.45
Di fronte all’area attrezzata e al punto di ristoro (100 metri prima della fine della carrozzabile), la cartellonistica indica il sentiero n. 3 per il rifugio Coda, che si infila tra gli alberi.
All’inizio, si sale nel bosco di faggi, si supera uno sterrato, si incontrano diverse baite (Casa Chicail 1536 m) e l’Alpe Vercosa 1600 m. Si tralascia sulla sinistra una poderale e si continua fino ad attraversare un piccolo rio su degli assi di legno e dopo il ponte, un po’ malconcio, sul torrente Gouglias… In seguito, c’è un tratto di mulattiera lastricato a larghi gradini… si arriva così ad un nuovo ponte (e a monte una bella cascata) e bisogna fare una scelta…
In molte relazioni che ho letto, si consiglia di proseguire per il colle Carisey e di ignorare la deviazione a sinistra… Personalmente non sono d’accordo! Precisiamo meglio: ciò dipende dal fatto che tutti si riferiscono alla scorciatoia disagevole che risale al lago Montagnit (che in realtà, da quanto affermato dal gestore del rif. Coda, è ormai in totale disuso e abbandono…) … Ma la verità è un'altra… infatti nel 2007 è stata disegnata una nuova scorciatoia che passa dal lago Goudin (marcata con il n. 3A) (notizia letta su bel sito http://montmars.altervista.org/montmars/ ). Quindi, si sceglie questa via che risulterà di grande soddisfazione… In breve, si raggiunge l’Alpe Serafreda (intorno a quota 1800 dove il n. 3 A si immette sul n. 1 (tenere la destra), In zona, si dovrebbe poi vedere, a puro titolo di curiosità, anche la deviazione x il lago Montagnit (anch’essa sulla destra rispetto alla via che si percorre), evidenziata da bolli blu, ma ci sfugge …
Si sfiora, poi, una consistente lingua di ghiaccio… e siamo solo a circa 1900 metri di quota!
La salita è ripida, in seguito pianeggiante e si sbuca dal lago Goudin 2093 m!
Lo specchio d’acqua è contornato da un nevaio di notevoli dimensioni! il sentiero ci gira intorno (destra) poi con un nuova erta ascesa si incrocia l’inizio della via attrezzata per il monte Mars (EE/F), alto 2600 m e distante 2h. In un baleno, si è sulla cresta con panorama sul versante piemontese sgombro da nubi. Si ignorano le diramazioni in arrivo da Oropa e tagliando a destra il monte sul lato piemontese (si nota il lago di Viverone), si arriva in vista del rifugio
Dal Coda a 2280 m, si sale a Punta Sella, 2315m, in 5’ (3h20m dalla partenza).
Qui lo spettacolo che si ammira è mozzafiato…
Si parte dal monte Mars proprio di fronte, poi girandosi lentamente verso sinistra si vedono nell’ordine il monte Rosa, il Cervino, la neve sul Grand Combin, il Bianco, le aguzze punte dell’Avic e dell’Emilius, il gruppo del Paradiso e tutta una altra serie di montagne minori (si fa per dire)… si intravede pure il Monviso, quasi in posizione opposta da quella di partenza… il tutto senza nuvole o foschie!!!!!!!!!!!!!!
Non esistono parole per descrivere la vista e anche le foto forse finiscono per essere riduttive, dopo essersi riempiti gli occhi di tanta abbondanza…
Dopo si scende e si mangia al rifugio Coda (tel. 0152562405 jelasipietro@libero.it ), gestito in modo molto familiare e affabile da una coppia che ne ha viste di cose al rifugio… peccato che ci siano pochissimi ospiti… visto lo scenario e il colpo d’occhio che si gode da quassù… mah! In fondo, in tutta la salita fino alla cresta per il monte Mars e la discesa (dopo il colle Carisey e il bivio per Lillianes) non abbiamo incontrato proprio nessuno…!!
Tornando al pranzo, è ottima la polenta concia con lo spezzatino! Inoltre, non è vero come letto su un sito che l’acqua sia carissima (fate voi, 2 E. per un litro e mezzo…), probabilmente l’estensore della nota non è mai andato, ad esempio, … in Francia… (lì si che si fan pagare la minerale...))
Due note sul rifugio sembrano opportune: Il nome completo è “Delfo e Agostino Coda”.
Il primo era un giovanissimo partigiano perito durante la guerra di liberazione (nell’autunno del 1944 a soli 16 anni!), mentre il secondo era il padre che diede un sostanzioso contributo per la costruzione di un rifugio alpino, a ricordo del figlio scomparso. E’ stato inaugurato nel 1947, successivamente intitolato anche al padre, dopo la sua morte avvenuta nel 1958, e l’ultima ristrutturazione è del 1993 (una cinquantina i posti disponibili).
Dopo una riflessione sui tempi andati e una lunga pausa, si riparte (n. 3) per il col Carisey 2131m da cui si piega a destra in rapida discesa. Nuovo consistente nevaio, proprio dal bivio per Lillianes (ancora a destra), perdendo quota fino a toccare l’Alpe Carisey superiore a 1934 m. Dopo aver sfiorato un altro casolare, si aggira il monte, quasi in piano, su alcuni tratti di noiosa pietraia fino a ritrovare, finalmente, il bivio del mattino.
Da qui, si ridiscende verso l’auto che si ritrova verso le 17.05, dopo oltre 150 scatti fotografici...
Visita alle varie frazione della vallata fino a Gressoney la Trinitè e, al termine, dopo aver mangiato un boccone, partenza per Genova quando ormai è sera… arrivo a casa alle 23.15, ma tanto il giorno dopo è domenica…
Note finali al tracciato: Ottimo giro, Per conto mio, azzeccata l’idea di passare dal lago Goudin all’andata, mentre la discesa dal colle Carisey, pur essendo panoramica, alla fine risulta lunga e anche un po’ noiosa (ma forse è solo la stanchezza accumulata nella giornata)…
Un altro aspetto sono i tempi di percorrenza che ho ritrovato un po’ ovunque (libri, siti, ecc.); a me sembrano sottostimati per un escursionista che voglia anche guardasi intorno e non galoppare come un cieco corridore (su un libro della “Iter” addirittura il ritorno è dato in soli 90’… mentre noi, non perdendo particolarmente tanto tempo e procedendo bene – considerato anche il fondo scomodo -, abbiamo impiegato 2h50m !?! boh?!)
Sviluppo percorso: Coumarial – Alpe Vercosa (n. 3 – 30 minuti) / Alpe Vercosa – ponte con bivio (n. 3 – 45 minuti) / ponte con bivio – Alpe Serafreda (n. 3 A – 15 minuti) / Alpe Serafreda – Lago Goudin (n. 3 A e n. 1 – 60 minuti) / Lago Goudin – inizio attrezzata per M. Mars (n. 3 A e n. 1 – 35 minuti) / inizio attrezzata per M. Mars – Cresta tra Piemonte e Valle d’Aosta (n. 3 A – 2 minuti) / Cresta – rifugio Coda (n. 3 A – 10 minuti) – Coda - Punta Sella (5 minuti) / PAUSA / Rif Coda – Colle Carisey (n. 3 - 30 minuti ) / Colle Carisey – Bivio per Lillianes (n. 3 – 20 minuti) / Bivio per Lillianes - Alpe Carisey superiore (n. 3 – 20 minuti) / Alpe Carisey superiore – ponte bivio del mattino (n. 3 – 50 minuti) / ponte bivio del mattino - Coumarial (n. 3 – 50 minuti).
Dislivello totale di circa 870 metri, per una percorrenza di circa 6h – 6h15m (da ricordare che lo sviluppo del ritorno è decisamente più lungo rispetto al percorso del mattino).
Ciao a tutti
Maurizio Lo Conti
Se volete, molte foto al link
http://www.cralgalliera.altervista.org/altre09.htm
il file è in pdf ed è possibile ingrandire fino a +200% con il relativo comando sulla barra strumenti, senza perdere la qualità nell’immagine.
Link diretto
Informazioni generali
Condizioni via o sentiero:
Pericolo Oggettivo:
Tratti esposti:
Rischio valanghe:
Affollamento:
Condizioni meteo
Cielo:
Temperatura:
Condizioni neve:
Condizioni ghiacciaio:
Avvistamenti
Fauna:
Flora:
Galleria fotografica
Lago di Pietra Rossa
Report della gita
Il lago di Pietrarossa, non lontano da La Thuile(Valle d’Aosta) - 5 Set. ‘09 -
Ed ecco a voi, sua Maestà… Mont Blanc !
Mai sottotitolo è più appropriato…
Sabato scorso improvvisata in Valle d’Aosta… non lontano da La Thuile…
gita preparata lì per lì, ma alla fine… super, iper, mega spettacolare visita al lago di Pietrarossa (2559 m), sotto l’occhio vigile di sua Maestà…
Tempo bellissimo, visibilità eccezionale, ma… abbastanza freddo… abbiamo trovato ghiaccio(!) sul cammino… e in un singolo punto ci ha anche creato qualche “problemino” sulla progressione verso la meta, superato poi con molta attenzione…
Vediamo qualche nota più nel dettaglio:
Si parte, bolli gialli e cartelli, dal colle di S. Carlo (1971 m), che si raggiunge in circa 10 km da Morgex (discreto parcheggio). Salendo a piedi nel bosco su una ampia pista si arriva in poco meno di 1h al lago d’Arpy 2068 m (diff. T).
Si costeggia lo specchio d’acqua e alla fine dello stesso si attraversa, verso sinistra, su una serie di massi sistemati sul torrente
Si risale un primo, molto semplice, gradino roccioso (diff. E), poco sopra il lago d’Arpy.
Mentre i due successivi sono un po’ più impegnativi (diff. E/EE). La salita è stata sistemata con una serie di scalini che semplificano, ma non annullano, tute le difficoltà (in passato doveva essere ben più difficile tanto che nella completa opera di S. Piotti sui laghi della Valle d’Aosta veniva specificato che l’accesso su sentiero era al limite della pericolosità, per via delle rocce molto lisce…)
Prima del terzo gradino, si supera un pezzo selciato (il cartello per la alternativa via di salita con la ferrata è stato tolto perché probabilmente ormai non è più molto sicura), poi la via si impenna ed è sempre più ripida… su balze rocciose che sono state gradinate
In questo tratto, sul sentiero c’è del sottile ghiaccio, un po’ pericoloso; in alcuni punti la via di salita è in ombra fino alla tarda mattinata e quindi fatica a sciogliersi… E’ necessario quindi prestare la massima attenzione, per fortuna se si tratta di pochi metri (questo se le temperature notturne sono state basse, come in questi giorni ad alta quota!).
Finalmente, dopo un netto tornante, si arriva al lago di Pietrarossa, a 2559 m, in circa 3h, in un bel anfiteatro di cime e guglie.
Dopo una bella pausa (fa però un po’ di freddo), si riparte e si ritorna alla macchina in circa 2h15m, prestando comunque attenzione anche durante la discesa…
Da notare la stranissima anomalia per cui sui vari cartelli che si incontrano le difficoltà per il lago di Pietrarossa variano da T (dal colle), a E (primo bivio dopo 10 minuti), fino ad EE (alla biforcazione dopo il lago d’Arpy), la cosa francamente pare incomprensibile…
Altre info a richiesta
Saluti a tutti
Maurizio Lo Conti
Se volete, molte foto al link
http://www.cralgalliera.altervista.org/altre09.htm
il file è in pdf ed è possibile ingrandire fino a +200% con il relativo comando sulla barra strumenti, senza perdere la qualità nell’immagine.
Link diretto
http://www.cralgalliera.altervista.org/lagodipietrarossa.pdf
Modifica luglio 2010:
Al link sotto riportato, si trova il breve articolo apparso su "Escursionismo", rivista della FIE,
con il dettagliato resoconto della gita e ulteriori spunti di approfondimento rispetto a quanto sopra esposto
http://escursionismogalliera.xoom.it/articoli/escursionismogiu010.pdf
Altri articoli su Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria al link
http://escursionismogalliera.xoom.it/articoli/articoli.htm
buona lettura
Informazioni generali
Condizioni via o sentiero:
Pericolo Oggettivo:
Tratti esposti:
Rischio valanghe:
Affollamento:
Condizioni meteo
Cielo:
Temperatura:
Condizioni neve:
Condizioni ghiacciaio:
Avvistamenti
Fauna:
Flora:
Galleria fotografica
Ru Courtaud
Report della gita
http://www.cralgalliera.altervista.org/anno2020.htm
http://www.cralgalliera.altervista.org/altre2020.htm
Oltre al solito pdf, con diverse immagini e un po' di altre info:
http://cralgalliera.altervista.org/RuCourtaud020.pdf
Altre gite in zona:
http://cralgalliera.altervista.org/GiteValleDAostaC.htm
Articolo sulla Val D'Ayas, uscito anni fa su 'Escursionismo' della Fie:
http://cralgalliera.altervista.org/ayasfin.pdf
Maurizio
Informazioni generali
Condizioni via o sentiero: ottime
Pericolo Oggettivo: nessuno
Tratti esposti: nessuni
Affollamento:
Condizioni meteo
Cielo: sereno
Temperatura:
Avvistamenti
Fauna:
Flora:
Galleria fotografica
Lago di Loie, sentiero
Accesso Da Cogne; alla prima rotonda si va a sinistra in direzione di Lillaz, che è raggiunge dopo pochi chilometri. Prima del borgo sulla destra c’è un ampio parcheggio. Accesso Da Cogne; alla prima rotonda si va a sinistra in direzione di Lillaz, che è raggiunge dopo pochi chilometri. Prima del borgo sulla destra c’è un ampio parcheggio. Descrizione Si è partiti alle 9.15, seguendo le indicazioni per la cascata e poi piegando a destra sul n. 12, in ripida salita nel fresco bosco. Il tracciato è ben sistemato… e si hanno viste panoramiche su: uno dei salti delle cascate di Lillaz, sulla frazione e sul monte Bianco. Dai resti dell’Alpe Loie, finalmente spiana e si esce dal bosco. Si nota pure il gruppo montuoso della Grivola e, sul versante opposto a quello di cammino, spicca il complesso minierario di Colonna. Dopo una pietraia ed un ultima salita, finalmente, dopo 2h15m, si sbuca dal lago (2346 m). Si guadagna un rilievo, sui 2400 m, con un bel colpo d'occhio sul vallone di Urtier. Si continua, quasi in orizzontale, fino a scendere verso l’Alpe di Bardoney. Si fa la pausa pranzo dal torrente, sotto il bivio tra il sentiero 12 e il 13G (circa 1h +10’ x andare a vedere alpeggio). Si percorre ora il 13 G su un gradinato e si costeggia il torrente che fa dei salti… Si tiene la sinistra sul n. 2, nel bosco. Il fiume è vicino e fragoroso ma non visibile in sicurezza, poi ci si abbassa di quota e si varca un ponte, vicino a Goilles inf. 1834 m (1h20m). Si procede nella discesa sul n. 13 e, dopo 40’, si ignorano le indicazioni per la palestra di roccia. Pochi passi e ad un ulteriore bivio, si piega a sinistra lungo il sentiero 13 L (chi avesse premura può arrivare in fretta con il n. 13). Si risale brevemente per le cascate di Lillaz (30’ per la visita dei vari salti). Si è vicino all’abitato e c’è un po’ di confusione… Infine, si rientra a Lillaz (3h40 dal lago Loie, circa 6h totale, 800 m disl. Dif. E). se volete alcune foto ai link http://www.cralgalliera.altervista.org/lagoloie010.pdf link diretto http://digilander.libero.it/mmter/altre2010.htm Articolo su lago Loie uscito sulla rivista Fie Escursionismo http://escursionismogalliera.xoom.it/articoli/escursionismomar011.pdf NB: in caso di gita, verificare, sempre, con FIE, Cai, eventuale Ente parco o altre Istituzioni, pro loco, ecc., che non ci siano state variazioni che abbiano aumentato le difficoltà! Si declina ogni responsabilità. Il presente testo ha solo carattere puramente indicativo e non esaustivo.
Lago di Pietra Rossa
Il lago di Pietrarossa, non lontano da La Thuile(Valle d’Aosta) - 5 Set. ‘09 -
Ed ecco a voi, sua Maestà… Mont Blanc !
Mai sottotitolo è più appropriato…
Sabato scorso improvvisata in Valle d’Aosta… non lontano da La Thuile…
gita preparata lì per lì, ma alla fine… super, iper, mega spettacolare visita al lago di Pietrarossa (2559 m), sotto l’occhio vigile di sua Maestà…
Tempo bellissimo, visibilità eccezionale, ma… abbastanza freddo… abbiamo trovato ghiaccio(!) sul cammino… e in un singolo punto ci ha anche creato qualche “problemino” sulla progressione verso la meta, superato poi con molta attenzione…
Vediamo qualche nota più nel dettaglio:
Si parte, bolli gialli e cartelli, dal colle di S. Carlo (1971 m), che si raggiunge in circa 10 km da Morgex (discreto parcheggio). Salendo a piedi nel bosco su una ampia pista si arriva in poco meno di 1h al lago d’Arpy 2068 m (diff. T).
Si costeggia lo specchio d’acqua e alla fine dello stesso si attraversa, verso sinistra, su una serie di massi sistemati sul torrente
Si risale un primo, molto semplice, gradino roccioso (diff. E), poco sopra il lago d’Arpy.
Mentre i due successivi sono un po’ più impegnativi (diff. E/EE). La salita è stata sistemata con una serie di scalini che semplificano, ma non annullano, tute le difficoltà (in passato doveva essere ben più difficile tanto che nella completa opera di S. Piotti sui laghi della Valle d’Aosta veniva specificato che l’accesso su sentiero era al limite della pericolosità, per via delle rocce molto lisce…)
Prima del terzo gradino, si supera un pezzo selciato (il cartello per la alternativa via di salita con la ferrata è stato tolto perché probabilmente ormai non è più molto sicura), poi la via si impenna ed è sempre più ripida… su balze rocciose che sono state gradinate
In questo tratto, sul sentiero c’è del sottile ghiaccio, un po’ pericoloso; in alcuni punti la via di salita è in ombra fino alla tarda mattinata e quindi fatica a sciogliersi… E’ necessario quindi prestare la massima attenzione, per fortuna se si tratta di pochi metri (questo se le temperature notturne sono state basse, come in questi giorni ad alta quota!).
Finalmente, dopo un netto tornante, si arriva al lago di Pietrarossa, a 2559 m, in circa 3h, in un bel anfiteatro di cime e guglie.
Dopo una bella pausa (fa però un po’ di freddo), si riparte e si ritorna alla macchina in circa 2h15m, prestando comunque attenzione anche durante la discesa…
Da notare la stranissima anomalia per cui sui vari cartelli che si incontrano le difficoltà per il lago di Pietrarossa variano da T (dal colle), a E (primo bivio dopo 10 minuti), fino ad EE (alla biforcazione dopo il lago d’Arpy), la cosa francamente pare incomprensibile…
Altre info a richiesta
Saluti a tutti
Maurizio Lo Conti
Se volete, molte foto al link
http://www.cralgalliera.altervista.org/altre09.htm
il file è in pdf ed è possibile ingrandire fino a +200% con il relativo comando sulla barra strumenti, senza perdere la qualità nell’immagine.
Link diretto
http://www.cralgalliera.altervista.org/lagodipietrarossa.pdf
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