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Monte Bianco

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Ultima visita: 19/04/2026

Accesso

Gli itinerari di salita al Monte Bianco si sviluppano su tre versanti principali e richiedono sempre un pernottamento in rifugio prima dell'attacco alla vetta. Il terreno è esclusivamente glaciale e misto nelle sezioni alte, con presenza costante di crepacci, tratti a pendenza sostenuta e rischio di distacco di seracchi in settori specifici. La quota gioca un ruolo determinante sulla progressione: anche le vie tecnicamente meno impegnative richiedono buona acclimatazione, capacità di progressione su ghiaccio con ramponi e piccozza, e lettura della neve. Le condizioni variano sensibilmente tra giugno e settembre, periodo durante il quale gli itinerari sono percorribili; fuori da questa finestra l'ambiente è oggettivamente severo e le ascensioni sono riservate ad alpinisti esperti in ambiente invernale d'alta quota.

Vie di salita estive

» da Nid d'Aigle (2.372m) per il Rifugio Goûter – PD – 2 giorni – (2.450mD+) (via normale francese)

» da Courmayeur – Lac Combal – Rifugio Gonella (3.071m) per il ghiacciaio del Dôme e la cresta delle Bosses – PD+ – 2 giorni – (1.800mD+ dal rifugio) (via normale italiana)

» da Chamonix – Aiguille du Midi – Rifugio des Cosmiques (3.616m) per Mont Blanc du Tacul, Mont Maudit e Colle della Brenva – AD – 2 giorni – (1.450mD+ dal rifugio) (via dei Trois Monts)

Vie di salita invernali

Le ascensioni invernali al Monte Bianco sono riservate ad alpinisti con esperienza specifica in alta quota nella stagione fredda. Le condizioni meteo sono imprevedibili e i rischi oggettivi — slavine, seracchi, temperature estreme — aumentano considerevolmente rispetto alla stagione estiva. La prima invernale fu compiuta il 31 gennaio 1876 da Isabella Straton, Jean-Estéril Charlet e Sylvain Couttet.

Introduzione

Il Monte Bianco, con i suoi 4.808 metri di quota, è la vetta più elevata delle Alpi e dell'Europa occidentale. Si colloca lungo la linea spartiacque al confine tra Italia e Francia, nel territorio dei comuni di Courmayeur e Chamonix-Mont-Blanc, dominando sul versante italiano la Val Veny e la Val Ferret, mentre sul versante francese si affaccia sulla valle dell'Arve. Nella classificazione SOIUSA appartiene alle Alpi Graie, sottosezione Alpi del Monte Bianco, all'interno del massiccio che porta il suo stesso nome. La montagna è costituita prevalentemente da granito, con una morfologia complessa di guglie, creste e profondi valloni percorsi da un sistema glaciale tra i più estesi delle Alpi: la Mer de Glace, il Ghiacciaio della Brenva e il Glacier du Miage sono i corpi glaciali principali. Conosciuta storicamente come Mont Mauditper le condizioni climatiche ostili che ne scoraggiavano l'avvicinamento, la vetta deve il suo attuale nome alla coltre di neve e ghiaccio che la ricopre in ogni stagione. La prima ascensione, compiuta l'8 agosto 1786 da Jacques Balmat e Michel Gabriel Paccard partendo da Chamonix, è convenzionalmente riconosciuta come l'atto fondativo dell'alpinismo moderno: da quella data si aprì la fase sistematica di conquista delle grandi vette alpine. Il versante italiano fu raggiunto per la prima volta il 13 agosto 1863 da tre guide di Courmayeur — Julien Grange, Adolphe Orset e Jean-Marie Perrod — assieme all'inglese Reginald Head, percorrendo l'itinerario che sarebbe divenuto noto come via dei Trois Mont Blanc. La via normale italiana, aperta in discesa nel 1890 dal sacerdote Achille Ratti — futuro papa Pio XI — con Emile Rey e altri compagni, porta ancora oggi il nome di Via Ratti o Via del Papa. Il massiccio è sede di numerose competizioni di trail running e skyrunning di rilievo internazionale, tra cui il Tor des Géants e il Mont-Blanc Marathon.

Descrizione

Geologia e morfologia

Il massiccio del Monte Bianco è formato principalmente da granito e da rocce metamorfiche associate alla loro messa in posto. Il plutone granitico, di età tardo-varisica, affiora in un'ampia finestra strutturale aperta dall'erosione glaciale e fluviale nel corso delle ere quaternarie. Le pareti di granito che caratterizzano guglie come l'Aiguille Noire de Peutérey e i Pilastri della Brenva sono il risultato diretto di questa struttura petrologica compatta, che ha permesso la formazione di vie di roccia di grandissima qualità e continuità. I ghiacciai che scendono dalle creste della vetta hanno modellato profonde valli ad U, configurando il paesaggio attuale della Val Veny, della Val Ferret e della vallata di Chamonix. Il sistema glaciale del massiccio è in progressiva riduzione volumetrica: la Mer de Glace, il più esteso ghiacciaio francese, ha perso diversi chilometri di lunghezza e decine di metri di spessore nel corso del XX secolo. Il Ghiacciaio del Miage, sul versante italiano, è un ghiacciaio coperto: la sua superficie è in parte sepolta da un manto detritico che ne rallenta localmente la fusione superficiale.

Storia alpinistica

La storia alpinistica del Monte Bianco si estende su oltre due secoli e copre tutte le fasi dell'evoluzione dell'alpinismo europeo. Dopo la prima ascensione di Balmat e Paccard del 1786, che rispose all'impulso scientifico promosso dal naturalista ginevrino Horace-Bénédict de Saussure — il quale aveva messo in palio nel 1760 una ricompensa per chi avesse trovato la via alla vetta — la montagna divenne rapidamente il banco di prova obbligato per ogni generazione di alpinisti. Già nel 1808 la guida Marie Paradis raggiunse la cima come prima donna; nel 1838 Henriette d'Angeville ripeté l'impresa in modo più autonomo. La via dei Grands Mulets, percorso storico attraverso il ghiacciaio omonimo, fu completata nel 1859; la via normale francese per l'Aiguille du Goûter e la cresta delle Bosses, oggi la più frequentata, fu aperta nella sua forma definitiva nel 1861 da Leslie Stephen, Francis Fox Tuckett e le guide Melchior Anderegg, Johann-Josef Bennen e Peter Perren. La prima ascensione invernale, il 31 gennaio 1876, fu opera di Isabella Straton con Jean-Estéril Charlet e Sylvain Couttet: un episodio che segnò anche la prima invernale femminile della vetta. Negli anni trenta del Novecento l'attenzione degli alpinisti si spostò sulle grandi pareti, in particolare sullo Sperone Walker alle Grandes Jorasses e sui pilastri della Brenva. Walter Bonatti e Riccardo Cassin lasciarono tracce decisive in questo massiccio. Il 3 novembre 1950, a quota 4.677m, si schiantò contro il Rocher de la Tournette il volo Air India 245 Malabar Princess, con 48 vittime: uno degli incidenti aerei in montagna più gravi della storia alpina europea. Nel dicembre 1956 la tragica vicenda dei due giovani alpinisti Vincendon e Henry, bloccati dalla tempesta sul versante della Brenva, costrinse una difficile operazione di soccorso che coinvolse anche Walter Bonatti. Negli anni sessanta e settanta la vetta divenne terreno per ascensioni veloci e solitarie; in tempi recenti si è affermata come meta di competizioni di skyrunning.

Contesto culturale

Il Monte Bianco esercita un'attrazione culturale che supera l'ambito alpinistico. La sua conquista del 1786 è considerata il momento fondativo dell'alpinismo come disciplina autonoma, e ha influenzato due secoli di letteratura di montagna, dalla Descrizione del Monte Bianco di Saussure fino alle cronache contemporanee. Il massiccio è al centro di una rete di strutture ricettive alpine storiche, tra le quali il Rifugio Francesco Gonella (già Rifugio del Dôme), costruito originariamente nel 1881 su indicazione di Edward Whymper. La Società delle Guide di Courmayeur, fondata nel 1850, è la seconda società di guide alpine del mondo per anzianità e rappresenta un riferimento istituzionale per l'alpinismo italiano. Il traforo del Monte Bianco, inaugurato nel 1965, ha trasformato il ruolo della zona come asse di transito europeo pur mantenendo invariato il carattere della vetta come meta simbolica. La questione della sovranità sulla cima — che per ragioni topografiche tende a spostarsi verso il versante italiano secondo alcune misurazioni recenti — è oggetto di un dibattito geodetico e diplomatico ancora aperto.

Traversate

» Traversata Monte Bianco – Mont Maudit – Mont Blanc du Tacul con discesa verso Chamonix (relazione non presente su inalto.org)

» Traversata con discesa per la via normale italiana (Rifugio Gonella) dopo la salita dalla via normale francese (relazione non presente su inalto.org)

Trail running e gare

» Tor des Géants – il massiccio del Monte Bianco è incluso nel tracciato della gara valdostana; le creste e i colli del versante italiano rientrano nel percorso complessivo di circa 450km con 35.000mD+

» Mont-Blanc Marathon – gara di trail running con partenza e arrivo a Chamonix che percorre i versanti francesi del massiccio fino a quote superiori ai 2.000m

Appoggi

» Rifugio Francesco Gonella (3.071m) — versante italiano, Val Veny, base per la via normale italiana

» Bivacco Vallot (4.362m) — riparo d'emergenza in cresta

» Rifugio des Cosmiques (3.616m) — versante francese, base per la via dei Trois Monts

» Rifugio Goûter (3.835m) — versante francese, base per la via normale francese

» Rifugio Torino (3.375m) — versante italiano, raggiungibile con la Skyway Monte Bianco

Informazioni

Dati generali

Quota: 4.808m

Nome alternativo: Mont Blanc

Gruppo montuoso: Alpi del Monte Bianco

Catena alpina: Alpi Graie (SOIUSA)

Tipologia: cupola glaciale / vetta principale di massiccio

Area protetta: nessuna

Prima ascensione: 8 agosto 1786

Primi salitori: Jacques Balmat, Michel Gabriel Paccard

Prima ascensione invernale: 31 gennaio 1876

Primi salitori in invernale: Isabella Straton, Jean-Estéril Charlet, Sylvain Couttet

Libro di vetta: non presente

Comune/i: Courmayeur (AO) — Chamonix-Mont-Blanc (Alta Savoia, FR)

Valle/i: Val Veny, Val Ferret (IT); Vallée de l'Arve (FR)

Difficoltà alpinistica: PD (via normale francese); PD+ (via normale italiana); AD (via dei Trois Monts)

Dislivello medio: 1.800–2.500m a seconda della via e del punto di partenza

Periodo consigliato: giugno – settembre

Esposizione prevalente: N (versante francese), S (versante italiano)

Presenza ghiacciai: sì

Presenza tratti attrezzati: sì (Grand Couloir, cresta delle Aiguilles Grises)

Collections

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vette delle Alpi del Monte Bianco | listamappa

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