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Castello di Cly

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A cura di:

Ultima visita: 26/12/2024

Accesso

Raggiungere in auto il parcheggio gratuito in frazione Cly, nel comune di Saint-Denis, da cui una breve salita conduce al corpo del castello. In alternativa, raggiungere il castello a piedi da Bourg de Chambave.

Navigazione stradale

Uscire dal casello autostradale di Châtillon-Saint-Vincent, percorrere 411m (0,41km) e mantenere la sinistra in direzione di via Emilio Chanoux. Dopo 24m (0,44km) svoltare a sinistra in via Emilio Chanoux e, dopo 260m (0,70km), prendere la seconda uscita della rotonda in via Robert Pellissier. Percorrere 130m (0,83km) e svoltare a destra restando su via Robert Pellissier, quindi dopo 270m (1,10km) svoltare a sinistra sulla in direzione di Aosta. Proseguire sulla per 5,5km (6,60km) e continuare per altri 450m (7,05km) fino all'uscita per Centro Chambave/Verrayes/Saint-Denis. Dopo 56m (7,10km) svoltare a destra in via Arberaz, sulla , e dopo 230m (7,33km) svoltare a sinistra in via Des Vignerons, sempre sulla . Percorrere 300m (7,63km) e svoltare a destra sulla , da seguire per 1,9km (9,53km) fino alla svolta leggermente a destra sulla . Proseguire per 1,2km (10,73km), svoltare leggermente a destra e, dopo 290m (11,02km), mantenere la destra. Il parcheggio si trova sul lato destro dopo altri 400m (11,42km).

Parcheggio

Il parcheggio 🅿️ è gratuito. Dal parcheggio una breve salita conduce al corpo del castello.

Accesso con mezzi pubblici

Per raggiungere il castello è necessario un mezzo privato, poiché la località non è servita da trasporti pubblici.

Accesso a piedi

Distanza e tempo di percorrenza

  • 🕒 Tempo di percorrenza: 17 minuti

  • 📏 Distanza: 11,4km

Navigazione GPS

Nota informativa

Le indicazioni fornite sono state verificate alla data del rilievo dell'itinerario. Prima della partenza si consiglia di verificare possibili variazioni del percorso o delle condizioni stradali. Per informazioni aggiornate si raccomanda di consultare Google Maps o Apple Maps.

Introduzione

Il castello di Cly sorge nella frazione omonima del comune di Saint-Denis, nella media Valle d'Aosta, su un promontorio roccioso a monte dell'abitato di Chambave. Appartiene alla tipologia valdostana detta primitiva, con una torre centrale a pianta quadrata circondata da una cinta muraria che racchiude gli altri edifici. Le analisi dendrocronologiche dei legni della torre lo datano all'XI secolo, tra i castelli più antichi della regione fra quelli datati con questo metodo. Fu la sede giurisdizionale di un vasto feudo dei Challant del ramo di Cly, che comprendeva, tra gli altri, gli attuali territori di Chambave, Saint-Denis, Verrayes, Torgnon e della Valtournenche. Oggi è un rudere parziale di proprietà del Comune di Saint-Denis: la cinta muraria e la torre restano in elevato, mentre gli edifici residenziali sono ridotti a resti murari. Il complesso è visitabile solo in parte, con visite guidate.

Descrizione

Tutti i lati del rilievo su cui sorge il castello rendono difficile l'accesso a un eventuale assalitore, e dalla sommità si controlla il fondovalle da Aosta a Saint-Vincent. Il toponimo Cly è ricondotto alle espressioni latine de clito e clivo, in riferimento al declivio dei prati antistanti l'ingresso.

La datazione dendrocronologica dei legni della torre fissa la costruzione intorno al 1027, mentre nelle fonti scritte il castello compare solo alcuni secoli dopo e in modo sporadico. La prima famiglia documentata come proprietaria è quella dei Challant, da cui si staccò il ramo di Cly. Verso la metà del XIII secolo il feudo fu assegnato dai conti di Savoia a Bosone IV, figlio di Bosone III di Challant, visconte di Aosta, che divenne il capostipite del ramo e ampliò e fortificò il castello. Gli succedette il figlio Bonifacio, che con il figlio Pietro si rese responsabile nel XIV secolo di aggressioni ai mercanti in transito e ai feudatari vicini, fino all'intervento del balivo di Aosta e poi di Amedeo VI di Savoia. Nel 1376 il castello entrò nel dominio diretto dei Savoia, che una ventina di anni prima avevano già tentato di acquisirlo.

Sotto i Savoia il castello fu amministrato direttamente da un castellano, i cui conti documentano lavori di grande portata, come la riparazione delle murature e il rifacimento dei tetti, e spese ricorrenti per portare l'acqua corrente nella cinta: l'acqua era prelevata sulla collina a monte e convogliata con condotte a pressione in legno. Nel 1550 il duca Carlo III di Savoia concesse il feudo a un capitano spagnolo di stanza a Ivrea, che lo cedette ai francesi e nel 1554 fu spodestato da Emanuele Filiberto a favore di Giovanni Fabri di Aosta. Dalla famiglia Fabri il castello passò nel 1634 al barone Filiberto Roncas, signore di Châtel-Argent, che lo diede in dote a una delle figlie. Nel XVII secolo il feudo fu diviso in più parti e il castello, abbandonato, fu in parte smantellato: i Roncas ne riutilizzarono i materiali per il loro palazzo di Chambave. Da allora il complesso cadde in rovina, fino all'acquisto da parte del Comune di Saint-Denis, effettuato all'inizio del Novecento dallo storico Tancredi Tibaldi (1851-1916), allora sindaco, per conto dell'amministrazione.

Il complesso è un castello a recinto: un'ampia cinta muraria, conservata lungo tutto il perimetro originale e dotata di feritoie e finestre, segue l'andamento del pianoro e racchiude la torre, la cappella, gli edifici residenziali e il corpo di guardia. Nella zona occidentale la cinta sembra essere l'ultimo elemento del complesso a essere stato costruito. La porta d'accesso si apre sul lato settentrionale e immette in un recinto maggiore; un passaggio conduce al secondo recinto e un'ulteriore porta con feritoie al terzo, costruito a ridosso della torre. Presso la porta principale restano tracce di un'antiporta, mentre nell'angolo nord-occidentale si conservano i resti dell'edificio sotto cui si trovava la cisterna, intonacata con cocciopesto per garantirne l'impermeabilità. Il settore occidentale del recinto non ospitò mai costruzioni ed era destinato al ricovero della popolazione della signoria in caso di attacco; il settore orientale e meridionale comprendeva le stalle con gli annessi, una grande sala e, verso Chambave, le stanze del personale e del castellano.

La torre poggia su una scarpa di forte pendenza ricavata sagomando la roccia viva, che aumentava la resistenza agli attacchi con le mine. Ha pianta quadrata di 9,40m x 9,00m ed è alta 18m. Le murature sono in corsi regolari di conci di pietra posati in orizzontale, con pochi tratti a spina di pesce (opus spicatum) e conci angolari di dimensioni maggiori. Sulla superficie esterna si notano una bifora tamponata e segni di riprese murarie, riconducibili a interventi di manutenzione o a una sopraelevazione. L'interno è diviso in tre piani da impalcati in legno. Il coronamento era forse costituito da due aperture per lato anziché da merlature, sotto un tetto ora crollato. In origine l'accesso avveniva con una scala di legno fino a una porta a tutto sesto sopraelevata rispetto al suolo; una scala in pietra sorretta da un arco rampante la sostituì in seguito ed è oggi crollata.

La cappella, situata al centro del recinto quasi a contatto con la torre, è di dimensioni ridotte ed è orientata con la piccola abside a est e la porta d'ingresso a ovest; una seconda apertura sulla parete meridionale consentiva probabilmente l'accesso diretto dalla zona residenziale. Nel 1207 la cappella, dedicata a san Maurizio, è citata in una bolla papale tra i beni del convento di Saint-Gilles di Verrès. Le murature presentano numerosi tratti in opus spicatum, soprattutto nelle parti alte, e le lesene che scandiscono abside e fianchi sono collegate da archetti pensili, elementi che indicano una datazione non posteriore al XII secolo. L'abside era decorata con affreschi di almeno tre fasi, distribuite tra il XIII e il XIV secolo, di cui restano pochissimi frammenti, perduti in parte per il tempo e in parte per asportazioni vandaliche. Lo strato più antico aveva carattere decorativo, alternato a figure di santi oggi scomparse; il secondo, a calce sopra il primo, raffigurava un bugnato all'esterno e all'interno santi e Cristo fra i simboli degli Evangelisti; il terzo, steso su un nuovo intonaco applicato sull'originale, mostrava santi, la Madonna e san Giorgio sopra uno zoccolo a finta stoffa.

Gli edifici residenziali e del corpo di guardia, nella parte meridionale del complesso, sono ridotti a rudere e conservano pietre da taglio e resti di un camino, di finestre e di intonaci.

Informazioni

Dati generali

Tipologia: castelli
Epoca: XI secolo (intorno al 1027, datazione dendrocronologica)
Quota: 842m
Localita': Cly
Comune: Saint-Denis
Valle: media Valle d'Aosta
Regione: Valle d'Aosta
Nazione: Italia
Proprieta': Comune di Saint-Denis
Ente gestore: Comune di Saint-Denis
Stato di conservazione: parzialmente conservato
Altezza della torre: 18m
Pianta della torre: quadrata, 9,40m x 9,00m

Condizioni di visita

  • dal 1° luglio al 31 agosto: visite guidate dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 12.30 (ultima visita alle 12.00) e dalle 14.30 alle 18.00 (ultima visita alle 17.30)

  • da settembre a giugno: visite su appuntamento, da richiedere al Comune di Saint-Denis

  • parti visitabili: ingresso nord, spianata occidentale e cappella, solo con visita guidata

  • eventi: accesso possibile anche durante gli eventi organizzati al castello

  • data della verifica: 29/09/2026

Contatti

email: info@comune.saintdenis.ao.it

sito ufficiale: https://www.comune.saintdenis.ao.it

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