Candelo
Accesso
Candelo è raggiungibile dall'autostrada Torino–Milano al casello di Carisio, da cui si prosegue in direzione nord sulla strada statale fino a Biella, per poi seguire la strada provinciale che conduce al centro comunale in pochi chilometri. Il collegamento ferroviario più prossimo fa capo alla stazione di Biella San Paolo, servita da Trenitalia (TI) sulla linea Novara–Biella; dalla stazione il servizio di trasporto pubblico locale è garantito dalla linea 549 di ATAP, che raggiunge Candelo in circa quindici minuti. Parcheggi gratuiti sono disponibili in prossimità del Ricetto. Gli aeroporti di Torino Caselle e Milano Malpensa costituiscono i riferimenti aerei principali per chi proviene da più lontano, entrambi collegati alla rete autostradale.
Introduzione
Candelo è un comune della provincia di Biella, in Piemonte, collocato su un altopiano a circa 340 metri di quota nella zona di transizione tra la pianura padana e le prime propaggini collinari del Biellese. Il territorio comunale si estende per circa 15 km² e confina con Biella a nord, con Benna, Cossato, Gaglianico, Valdengo, Verrone e Vigliano Biellese lungo i restanti lati. Il torrente Cervo percorre il margine settentrionale del comune. Le prime attestazioni documentarie del centro risalgono al X secolo, quando risultava infeudato a signori locali di area vercellese; nel basso Medioevo la comunità costruì il proprio ricetto, struttura difensiva collettiva che rimane il tratto più caratterizzante dell'insediamento. Nel 1374 Candelo fu la prima comunità del Biellese a stringere un patto di dedizione con i Savoia. L'economia comunale ha mantenuto radici agricole e vitivinicole fino all'età contemporanea, quando si è aperta alle attività manifatturiere e del terziario.
Descrizione
Il territorio di Candelo è compreso in parte nella Riserva naturale orientata delle Baragge, un'area protetta regionale che si estende su circa 3.980 ettari tra le province di Biella e Vercelli. La baraggia è un paesaggio alluvionale caratterizzato dall'alternanza di brughiere, praterie e nuclei boschivi radi, con suoli argillosi a bassa permeabilità che favoriscono la formazione di pozze temporanee. La vegetazione è dominata dal brugo (Calluna vulgaris), con fioritura tardo-estiva che conferisce al paesaggio una colorazione violacea tra agosto e settembre, e dalla molinia (Molinia caerulea). Tra le specie faunistiche di interesse comunitario si segnala la farfalla Coenonympha oedippus; la cicogna bianca (Ciconia ciconia) nidifica stabilmente nell'area. Il torrente Cervo ha inciso il bordo settentrionale del territorio candelese con piccoli versanti erosivi e gole che ospitano una fauna caratteristica, tra cui il gruccione (Merops apiaster).
La storia del comune è documentata a partire dal 988, quando un diploma di Ottone III registra il possesso feudale del territorio. Nell'XI secolo Candelo passò sotto la giurisdizione della Chiesa vercellese. Tra la fine del XIII e i primi decenni del XIV secolo la comunità costruì il ricetto, una struttura difensiva collettiva di circa 13.000 m² a pianta pseudo-pentagonale, cinta da mura con torri cilindriche agli angoli e accessibile attraverso una torre-porta con doppio ingresso, carrabile e pedonale. L'interno è organizzato secondo una maglia di cinque assi viari est-ovest intersecati da due ortogonali; le cellule edilizie, circa duecento, sono edifici a due piani con piano terra destinato alla conservazione del vino e piano superiore adibito a granaio. Le mura sono costruite con ciottoli del Cervo disposti a spina di pesce. Nel 1374 Candelo fu il primo comune biellese a compiere un atto di dedizione ai Savoia; nel 1496 Sebastiano Ferrero ottenne il feudo, e in quel periodo fu costruito il cosiddetto Palazzo del Principe, torre-abitazione nobiliare all'interno del perimetro del ricetto. Il XVI e il XVII secolo furono segnati da coinvolgimenti nelle guerre tra Francia e Spagna e da epidemie di peste che interessarono l'intero Piemonte. Nel sito boschivo di Ysangarda, nei dintorni del comune, sopravvivono tracce di un insediamento medievale dei Vialardi, attivo tra il XII e il XV secolo e poi abbandonato.
L'economia candelese è stata storicamente legata alla viticoltura e alla cerealicoltura; il ricetto stesso era concepito come deposito comunitario per vino e granaglie. La tradizione vitivinicola è documentata nell'Ecomuseo della Vitivinicoltura, ospitato in alcune cellule del ricetto, che conserva attrezzi e documentazione sulle pratiche di produzione locali. Il comune rientra nell'area di produzione delle denominazioni Coste della Sesia DOC e Bramaterra DOC. Tra i prodotti dolciari locali si segnalano i crocanti del Ciavarin, biscotti secchi a base di farina di mandorle, farina di granoturco, zucchero e acqua di fior d'arancio, la cui ricetta è documentata dalla fine del XIX secolo.
Il territorio offre una rete di sentieri e percorsi per escursionismo e mountain bike che attraversano la Riserva naturale delle Baragge, con possibilitĂ di collegamento verso i comuni limitrofi di Benna e Cossato. Gli itinerari nella baraggia consentono di osservare la progressione stagionale della vegetazione e le specie faunistiche dell'area protetta.
Informazioni
Dati generali
Superficie: 15,12 km²
Altitudine capoluogo: 340m
Maggior elevazione: circa 350 m (area Baraggia)
Numero abitanti: 7.184 (al 31.01.2026)
Nome degli abitanti: candelesi
Santo patrono: San Pietro (29 giugno)
Comuni confinanti: Benna – Biella – Cossato – Gaglianico – Valdengo – Verrone – Vigliano Biellese
Provincia di appartenenza: Biella
Regione di appartenenza: Piemonte
Nazione di appartenenza: Italia
Sito istituzionale: https://www.comune.candelo.bi.it
Superficie: 15,17 km²
Altitudine: 340 m
Maggior elevazione:
Numero abitanti: 7.228 al 31.12.2024
Nome in dialetto: Candèj
Nome abitanti: Candelesi
Santo patrono: San Pietro, festeggiato il 29 giugno
Comuni confinanti: Biella, Benna, Cossato, Gaglianico, Valdengo, Verrone, Vigliano Biellese
Sito internet: www.comune.candelo.bi.it