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Antey-Saint-André

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Ultima visita: 30/01/2025

Accesso

Antey-Saint-André è raggiungibile percorrendo l'autostrada A5 Torino–Aosta con uscita a Châtillon–Saint-Vincent. Dal casello si imbocca la strada regionale SR46 in direzione Valtournenche, che attraversa il territorio comunale collegando le frazioni lungo la direttrice principale di valle. La stazione ferroviaria di riferimento è quella di Châtillon, posta sulla linea Torino–Aosta gestita da Trenitalia (TI); da qui partono le corse su gomma del trasporto pubblico regionale verso la Valtournenche. L'aeroporto più vicino è quello di Torino-Caselle, a cui si affianca lo scalo di Milano-Malpensa per i collegamenti internazionali. La viabilità principale è garantita anche nella stagione invernale; le diramazioni secondarie verso le frazioni di quota possono essere soggette a criticità in caso di precipitazioni nevose intense.

Introduzione

Antey-Saint-André è un comune della Valle d'Aosta collocato all'imbocco della Valtournenche, sul versante orografico sinistro della Dora Baltea. Il capoluogo, sede amministrativa del comune sparso, si trova a 1.074m su un ampio terrazzo morfologico che segna il passaggio tra la bassa valle centrale e la valle che conduce al massiccio del Cervino. La posizione aperta, relativamente riparata dai venti dominanti, ha favorito un insediamento stabile articolato in numerose frazioni distribuite tra il fondovalle e le pendici boscate. Il territorio, di origine toponimica probabilmente romana — derivata dal patronimico Anthesius — è documentato fin dall'epoca neolitica attraverso ritrovamenti in località Navillod. In età medievale appartenne al ramo dei signori di Cly della casa Challant e, dal 1376, passò sotto il controllo diretto dei Savoia, interessati al controllo della via verso il colle del Teodulo e il Vallese. La funzione di porta d'accesso alla Valtournenche rimane l'elemento identitario del comune, che conserva una struttura insediativa diffusa e una consolidata vocazione all'accoglienza e alle attività outdoor.

Descrizione

Il territorio comunale si estende su una superficie di 11,68 km² compresa tra il fondovalle e le pendici che salgono verso i rilievi di Torgnon, La Magdeleine e Chamois, raggiungendo la massima quota a 2.112m in corrispondenza del Bois de Supplin. L'assetto geomorfologico è caratterizzato da conoidi e terrazzi alluvionali modellati dall'azione della Dora Baltea e dei torrenti laterali, in primo luogo il Marmore, le cui acque alimentano la centrale idroelettrica di Covalou — entrata in funzione nel 1926 e gestita da CVA — che sfrutta anche le derivazioni dei ru Gran Chamois, Torgnon, Antey e Promiod. I versanti ospitano boschi misti di latifoglie e conifere, mentre le quote superiori sono occupate da pascoli e alpeggi favoriti dall'esposizione solare e dalla relativa protezione dai venti dominanti.

L'elemento naturalistico più rilevante è il Lago di Lod, situato a 1.472m in un contesto di torbiere e prati umidi. Le rive sono colonizzate da Phragmites australis e da altre specie vegetali caratteristiche delle zone umide alpine, che costituiscono l'habitat di anfibi, rettili e insetti acquatici. Nei pressi dell'area sportiva di Filey, il Coin Nature — progetto didattico denominato RANA (Rispetto Ambiente Naturale Antey-Saint-André) — è una zona umida rinaturalizzata che ospita rane, salamandre, ninfee e libellule in un contesto di educazione ambientale.

L'insediamento è articolato in numerose frazioni distribuite lungo la direttrice della strada regionale e sui versanti: Bourg, sede del municipio e della chiesa parrocchiale; Filey, dove si concentra l'area sportiva; Buisson, punto di partenza della funivia verso Chamois, unico comune italiano non raggiungibile su strada ordinaria; Hérin e Nuarsaz, dove si conservano rascards — granai alpini tradizionali in pietra e legno, caratterizzati da sostegni a fungo per isolare il basamento dall'umidità e dai roditori.

La presenza umana nel territorio è documentata fin dal Neolitico attraverso i ritrovamenti del sepolcreto romano di Navillod e dei materiali rinvenuti tra Fiernaz e Antey — fibule in bronzo, monete e ceramiche d'epoca classica. Il toponimo è probabilmente di derivazione romana, ricondotto dagli studiosi al patronimico Anthesius, benché in assenza di attestazioni documentarie definitive. In età medievale il territorio fu retto dai signori di Cly, ramo della casa Challant, che nel 1293 e nel 1304 concessero franchigie ai sudditi di Antey e Torgnon. La definitiva acquisizione sabauda avvenne nel 1376, quando Amedeo VI di Savoia espropriò il feudo, riconoscendone l'importanza per il controllo della via verso il colle del Teodulo e il Vallese. Nei secoli successivi la baronia passò alle famiglie Morales, Fabbri, Roncas, Bergera e Gozani d'Olmo, fino all'estinzione dei vincoli feudali nel 1745. Tra il 1939 e il 1946 il nome del comune fu italianizzato in Antei Sant'Andrea. Durante la seconda guerra mondiale la Valtournenche fu teatro delle operazioni della brigata partigiana «Marmore», comandata da Celestino Perron, e delle rappresaglie tedesche dell'ottobre 1944, in cui perse la vita il partigiano Giorgio Ravaz.

Il patrimonio costruito comprende la chiesa parrocchiale di Sant'Andrea, la cui fondazione è tradizionalmente ricondotta al VI secolo, con prima menzione documentata in una bolla di Alessandro III del 1176. La struttura attuale è frutto di rifacimenti successivi, tra cui l'aggiunta delle navate laterali nel 1869. Il campanile isolato, costruito intorno al 1555 sui resti di una torre dei baroni di Cly, presenta bifore a sesto acuto e una cuspide ottagonale su base romanica. L'interno conserva una tribuna dell'organo in noce intagliato con motivi musicali e fogliati, e un portale tardo gotico in pietra del XV secolo. La tradizione dei ru è rappresentata dal Ru du Pain Perdu, canale irriguo del XVI secolo che convogliava le acque del Marmore verso i campi della media valle: le arcate in pietra addossate alla montagna, in località Grand Moulin, sono ancora visibili dai versanti opposti della Valtournenche. La memoria storica locale è raccolta nel Museo Etnografico allestito nella Maison Engaz, antica sede della magistratura comunale.

L'economia tradizionale si è fondata sull'allevamento bovino, sull'agricoltura di sussistenza — con la melicoltura come coltura caratteristica — e sullo sfruttamento del bosco. La lavorazione del legno ha prodotto storicamente sabot, statuine e manufatti rurali, tradizione ancora presente nella Foire de l'artisanat (agosto), rassegna degli allievi delle scuole artigiane valdostane. La Fête des pommes, che si svolge la seconda domenica di ottobre, è dedicata alle varietà di mela locale e ai loro derivati.

Dal punto di vista escursionistico, Antey-Saint-André costituisce una base per itinerari che collegano il fondovalle ai comuni di La Magdeleine, Torgnon e Chamois, con percorsi che risalgono verso alpeggi e dorsali panoramiche, tra cui il collegamento con l'Alta Via n. 1 e la Gran Balconata del Cervino. La rete sentieristica comprende anche percorsi accessibili a persone con ridotta mobilità, come il sentiero pianeggiante n. 8 tra il centro paese e l'area pic-nic di Liès. Il comune è inoltre base d'arrivo per i voli in parapendio provenienti dalle quote superiori della Valtournenche.

Informazioni

Dati generali

Superficie: 11,68 km²
Altitudine capoluogo: 1.074m
Maggior elevazione: 2.112m – Bois de Supplin
Numero abitanti: 557 (al 31 dicembre 2020)
Nome in dialetto: Antèy
Nome degli abitanti: antesani (m.), antesane (f.) – Antesans (FR)
Santo patrono: Sant'Andrea Apostolo (30 novembre)
Comuni confinanti: ChamoisChâtillonLa MagdeleineSaint-DenisTorgnonValtournenche
Regione di appartenenza: Valle d'Aosta
Nazione di appartenenza: Italia
Sito istituzionale: www.comune.antey-st-andre.ao.it

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