Aconcagua
Accesso
L'Aconcagua è percorribile secondo diversi gradi di difficoltà a seconda della via scelta. La via normale, sul versante nord-est, non presenta difficoltà alpinistiche tecniche — non richiede l'uso di piccozza e ramponi in condizioni estive standard — ma la quota, il freddo e le variazioni meteorologiche improvvise costituiscono i rischi principali. L'avvicinamento al campo base di Plaza de Mulas (4.370m) richiede due giorni di trekking dalla valle di Horcones; da lì si salgono progressivamente i campi intermedi con soste di acclimatazione obbligatorie. Le vie tecniche — in particolare la parete sud, alta quasi 3.000m — richiedono invece esperienza alpinistica consolidata, capacità su misto ghiaccio-roccia e gestione dell'alta quota. L'accesso al parco è subordinato all'acquisto di un permesso rilasciato dalla Dirección de Recursos Naturales Renovables della provincia di Mendoza; il costo varia in funzione della stagione e del tipo di attività. La stagione alpinistica si concentra tra dicembre e marzo (estate australe).
Vie di salita estive
» da Plaza de Mulas (4.370m) – via normale versante NE – F – ca. 8–12 giorni dall'ingresso parco – (ca. 2.600mD+ dal campo base) (via normale)
» da Plaza Argentina (4.200m) – ghiacciaio dei Polacchi versante NE – PD – ca. 10–14 giorni – (ca. 2.800mD+ dal campo base)
» da Plaza Francia (4.200m) – parete sud, via dei Francesi – D/TD – ca. 7–10 giorni in parete – (ca. 2.800mD+ dal campo base)
Introduzione
L'Aconcagua (6.962m), noto anche come Cerro Aconcagua, è la vetta più alta delle Americhe, dell'emisfero australe e di tutto il continente americano. Si colloca nella Cordigliera delle Ande in territorio argentino, nel dipartimento di Las Heras della provincia di Mendoza, in prossimità del confine con il Cile, all'interno del Parque Provincial Aconcagua. Con una prominenza di circa 6.962m — seconda solo all'Everest — è la vetta non asiatica più alta del pianeta e figura nelle classifiche dei Seven Summits, il progetto alpinistico che prevede la salita della cima più alta di ogni continente. La montagna è un paleo-vulcano estinto la cui genesi risale all'orogenesi andina terziaria; il suo aspetto, dominato da creste e versanti privi di neve permanente sul lato nord-ovest, è quello di una piramide rocciosa di considerevole imponenza. La prima ascensione fu compiuta il 14 gennaio 1897 da Matthias Zurbriggen, guida alpina svizzera di Macugnaga, nell'ambito di una spedizione britannica organizzata da Edward Fitzgerald: Zurbriggen raggiunse la vetta in solitaria dal versante nord-ovest, percorrendo quello che sarebbe diventato l'itinerario di riferimento per tutte le spedizioni successive. L'etimologia del nome è controversa: secondo R.J. Secor potrebbe derivare dal quechua Anco Cahuac ("sentinella bianca") o Ackon Cahuak ("sentinella di pietra"), mentre nella lingua aymara kon kawa indica una "montagna innevata" e nella lingua mapudungun del popolo mapuche Aconca Hue significa "che viene dall'altra parte". La montagna è toccata dalla Aconcagua Ultra Trail e dal circuito delle vette sudamericane di alta quota.
Descrizione
L'Aconcagua si trova nell'Ande Centrali, nel settore della Cordigliera Principale argentino-cilena, a 32° di latitudine sud, in corrispondenza della traversa di Mendoza e Santiago del Cile. La montagna domina un sistema vallivo articolato: a ovest la valle del río de las Cuevas, percorsa dalla Ruta Nacional 7 e dall'ex ferrovia transandina; a nord-est la valle de las Vacas, via di avvicinamento alla parete est; a sud la valle di Horcones Inferior, che porta ai piedi della parete sud. Da questa posizione, l'Aconcagua si eleva in modo netto rispetto alle vette circostanti, che pure superano i 5.000m in numerosi casi, raggiungendo i 6.000m in corrispondenza del Cerro Almacenes (5.345m) e del Cerro de los Dedos (5.150m). Dal punto di vista geologico, la montagna è un paleo-vulcano ormai inattivo, la cui struttura è costituita da rocce sedimentarie marine del Giurassico superiore e del Cretacico inferiore alla base — con fossili marini a quote relativamente elevate, testimonianza del sollevamento andino — e da andesiti e rocce vulcaniche nella parte sommitale. La genesi dell'Aconcagua è legata alla subduzione della placca di Nazca sotto la placca sudamericana, un processo ancora attivo che rende la regione sismicamente instabile. I versanti presentano caratteri molto differenti: il lato nord-ovest è arido, privo di neve permanente, con un orizzonte di nevi perenni che si attesta intorno ai 5.000m a causa dei venti occidentali dominanti; il versante sud e quello est, più protetti, ospitano i due ghiacciai principali — il ghiacciaio nordorientale, noto come ghiacciaio dei Polacchi, e il ghiacciaio orientale, detto degli Inglesi. La flora del parco si adatta alle condizioni di aridità e quota estrema con specie a cuscinetto come la yareta (Azorella compacta), cespugli della famiglia delle Asteraceae e praterie di coirón (Festuca pallescens) nelle zone inferiori, mentre la fauna comprende il guanaco (Lama guanicoe), il puma (Puma concolor), la volpe andina (Lycalopex culpaeus), il condor delle Ande (Vultur gryphus) e diverse specie di rapaci.
La storia alpinistica dell'Aconcagua inizia con un tentativo europeo documentato nel 1883, quando il geologo tedesco Paul Güssfeldt guidò una spedizione che risalì lo sperone nord-ovest fino a circa 6.500m, aprendo di fatto il tracciato che sarebbe diventato la via normale. La vetta fu raggiunta per la prima volta il 14 gennaio 1897 da Matthias Zurbriggen, guida alpina nativa di Saas Fee (Svizzera) e residente a Macugnaga, nell'ambito della spedizione britannica organizzata da Edward Fitzgerald. Fitzgerald stesso dovette rinunciare a circa 6.800m per l'altitudine, lasciando Zurbriggen salire in solitaria. Il 13 febbraio dello stesso anno, Stuart Vines e Nicola Lanti completarono la seconda ascensione. La prima donna a raggiungere la vetta fu la francese Adriana Bance, il 7 marzo 1940, accompagnata da membri del Club Andinista de Mendoza. Nel 1934 si aprirono due nuove vie: in marzo, la spedizione polacca formata da Daszinski e Osiecki aprì il tracciato sul ghiacciaio nordorientale, che porta tuttora il nome di "ghiacciaio dei Polacchi"; in agosto, il tenente Nicolás Plantamura guidò la prima ascensione argentina, con una cordata che comprendeva gli alpinisti italiani P. Ceresa, P. Ghigliole e R. Chabod. La prima invernale fu compiuta tra l'11 e il 15 settembre 1953 dagli argentini E. Huerta, H. Vasalla e F. Godoy per la via normale. L'anno successivo, il 25 febbraio 1954, una spedizione francese guidata da René Ferlet portò a termine la prima ascensione della parete sud, considerata una delle più importanti imprese alpinistiche dell'intera storia andina: Pierre Lesueuer, Adrien Dagory, Edmond Denis, Robert Paragot, Lucien Berardini e Guy Poulet impiegarono sette giorni in parete, superando muri di ghiaccio, placche di roccia instabile e tratti di arrampicata artificiale a quote superiori ai 6.000m, con bivacchi su terrazzini di fortuna. Quasi tutti i membri della spedizione riportarono congelamenti agli arti. Nel 1982 una squadra del Club Andinista de Mendoza, durante un tentativo su una variante della parete sud, rinvenne a 5.200m la mummia di un bambino di circa sette anni, riferibile alla cultura inca, con strutture murarie semicircolari e un sito cerimoniale sommitale: la scoperta confermò che l'Aconcagua aveva svolto un ruolo rituale nell'ambito del sistema stradale andino inca, il Qhapac Ñan, dichiarato Patrimonio dell'Umanità UNESCO. La montagna ha conosciuto una prolifica serie di primati di velocità: nel 2014 Kílian Jornet percorse il tragitto Horcones–vetta–Horcones in 12h49', record poi abbassato nel 2015 da Karl Egloff a 11h52'.
Il toponimo Aconcagua presenta diverse ipotesi etimologiche non risolte: le principali derivazioni proposte rimandano al quechua, all'aymara e alla lingua mapudungun. Il nome del popolo Aconcagua — citato già nel Settecento dal geografo Giandomenico Coleti — designava anche la valle cilena a ovest della montagna, dalla quale il nome si sarebbe esteso alla vetta. La presenza inca sulla montagna, documentata dal ritrovamento della mummia del 1982 e dai resti di strutture murarie a 5.200m, inserisce l'Aconcagua all'interno della rete sacra e commerciale dell'Impero inca, che utilizzava le cime elevate delle Ande come luoghi di sacrificio e comunicazione con le divinità. La montagna ha poi acquisito un ruolo simbolico nell'identità argentina contemporanea, con frequenti spedizioni nazionali e una forte industria del trekking e dell'alpinismo organizzato centrata sulla città di Mendoza.
L'Aconcagua è tra le vette non himalayane più frequentate del pianeta: la stagione alpinistica registra ogni anno alcune migliaia di tentativi, con una percentuale di successo sulla via normale che si attesta intorno al 30–40% a causa delle condizioni meteorologiche e del mal di montagna. L'accesso al Parque Provincial Aconcagua avviene dal bivio di Horcones sulla Ruta Nacional 7, a circa 185km da Mendoza; l'ingresso del parco si trova a quota 2.850m. Tutte le attività all'interno dell'area protetta richiedono un permesso preventivo. La stagione ottimale va da dicembre a marzo, con le condizioni più stabili tipicamente concentrate tra la seconda metà di gennaio e la prima metà di febbraio.
Appoggi
Nessun rifugio gestito presente lungo le vie principali. Le spedizioni allestiscono autonomamente i campi in quota. Strutture di servizio (servizi igienici, medico di parco) sono presenti a Plaza de Mulas (4.370m).
Informazioni
Dati generali
Quota: 6.962m
Nome alternativo: Cerro Aconcagua
Gruppo montuoso: Ande Centrali – Cordigliera Principale
Catena: Cordigliera delle Ande
Tipologia: paleo-vulcano estinto / piramide rocciosa
Area protetta: Parque Provincial Aconcagua (provincia di Mendoza, Argentina)
Prima ascensione: 14 gennaio 1897
Primo salitore: Matthias Zurbriggen (guida alpina svizzera, res. Macugnaga; spedizione britannica dir. Edward Fitzgerald)
Prima ascensione invernale: settembre 1953
Primi salitori in invernale: E. Huerta, H. Vasalla, F. Godoy (Argentina)
Prima ascensione femminile: 7 marzo 1940 – Adriana Bance (Francia)
Prima parete sud: 25 febbraio 1954 – spedizione francese dir. René Ferlet
Libro di vetta: presente
Comune/i: dipartimento di Las Heras, provincia di Mendoza (Argentina)
Difficoltà alpinistica: F (via normale) – D/TD (parete sud)
Dislivello medio: ca. 2.600m dal campo base Plaza de Mulas (4.370m)
Periodo consigliato: dicembre–marzo
Esposizione prevalente: NE (via normale) – S (parete sud)
Presenza ghiacciai: sì (ghiacciaio dei Polacchi, ghiacciaio degli Inglesi)
Presenza tratti attrezzati: no (via normale) – sì (vie tecniche parete sud)