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Gasherbrum I

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Ultima visita: 07/04/2026

Accesso

Itinerari della vetta

Il Gasherbrum I si raggiunge dopo lo stesso lungo avvicinamento che porta al K2: da Askole, il villaggio più avanzato raggiungibile in veicolo nel Baltistan pakistano, si percorrono circa 60 chilometri sul ghiacciaio del Baltoro fino a Concordia (4.700m), la grande confluenza glaciale da cui è possibile osservare quattro ottomila simultaneamente. Da Concordia si prosegue verso il campo base dei Gasherbrum a circa 5.200 metri. La via normale percorre la cresta sud-est, l'itinerario della prima salita del 1958, lungo e relativamente sicuro. La via Messner–Habeler del 1975 sulla parete nord-ovest è la via tecnicamente più significativa e storicamente importante; la via dei Giapponesi, sulla cresta nord-ovest, è quella percorsa durante la prima invernale del 2012. Le tre pareti principali — sud-ovest, nord-ovest e nord-est — offrono itinerari di difficoltà crescente e carattere molto diverso tra loro.

Vie di salita estive

» da Campo Base (5.200m), via cresta sud-est (via dei primi salitori, 1958) – AD – 5–7 settimane (acclimatamento incluso) – (2.880mD+) (via normale)

» da Campo Base, via parete nord-ovest (Messner–Habeler, 1975) – D – prima salita in stile alpino di un ottomila, senza ossigeno

» da Campo Base, via Giapponesi, cresta nord-ovest – AD+ – itinerario percorso durante la prima invernale del 2012

» da Campo Base, via Kukuczka–Kurtyka (1983) – D – nuova via in stile alpino senza ossigeno

Traversate

» concatenamento Gasherbrum II–Gasherbrum I (Messner–Kammerlander, 1984) – primo concatenamento assoluto di due ottomila

Introduzione

Con i suoi 8.080 metri il Gasherbrum I è l'undicesima montagna più alta della Terra. Si innalza nel Karakorum centrale, al confine tra il Pakistan — nella regione del Gilgit-Baltistan — e la Cina, alla testata del ghiacciaio del Baltoro, in una delle concentrazioni di vette sopra i 7.000 metri più straordinarie del pianeta. Noto anche come Hidden Peak — "picco nascosto", nome assegnatogli nel 1892 dall'esploratore britannico William Martin Conway in riferimento alla sua posizione remota, visibile solo da chi percorre il ghiacciaio del Baltoro — e come K5, denominazione originaria del Great Trigonometrical Survey. Il nome Gasherbrum deriva dalla lingua balti e significa "splendido picco" (rgasha + brum). La prima ascensione fu compiuta il 5 luglio 1958 dalla cordata americana Pete Schoening e Andy Kauffman, nell'ambito della spedizione guidata da Nicholas B. Clinch: il Gasherbrum I era a quel punto l'ultimo degli ottomila del Karakorum ancora inviolato. Nel 1975 Reinhold Messner e Peter Habeler realizzarono la prima salita in stile alpino di un ottomila — via nuova sulla parete nord-ovest, senza ossigeno, senza portatori d'alta quota, senza campi preallestiti — inaugurando una filosofia alpinistica che avrebbe rivoluzionato l'approccio all'alta quota nei decenni successivi. Nel 1984 Messner e Hans Kammerlander realizzarono il primo concatenamento assoluto di due ottomila, salendo in sequenza il Gasherbrum II e il Gasherbrum I senza tornare al campo base. La prima ascensione invernale fu compiuta il 9 marzo 2012 dai polacchi Adam Bielecki e Janusz Gołąb.

Descrizione

Contesto geografico

Il Gasherbrum I è inserito nel massiccio del Gasherbrum, che comprende tre vette sopra gli ottomila metri — il Gasherbrum I (8.080m), il Gasherbrum II (8.035m) e il Gasherbrum IV (7.925m, tecnicamente non un ottomila ma alpinisticamente tra i più difficili del Karakorum) — oltre a numerose vette secondarie tra i 7.000 e i 7.500 metri. La montagna si affaccia a sud-ovest sul ghiacciaio del Baltoro, il più lungo ghiacciaio di fondovalle al di fuori delle regioni polari, e a nord-est sul ghiacciaio Urdok, che drena verso la Cina. Il colle Gasherbrum La (6.600m) la separa dal Gasherbrum II a nord-ovest, ed è attraverso questo colle che Messner e Kammerlander realizzarono il concatenamento del 1984. Il Circo di Concordia, dove confluiscono i ghiacciai del Baltoro e del Godwin-Austen, offre una delle viste più spettacolari dell'intero pianeta: K2, Broad Peak, Gasherbrum IV e i Gasherbrum sono tutti visibili simultaneamente.

Dal punto di vista geologico il massiccio del Gasherbrum è costituito prevalentemente da granitoidi del batolite del Karakorum, un'intrusione magmatica di età miocenica ricca di minerali leucocratici. Le pareti rocciose superiori — in particolare la triangolare faccia sud-ovest — espongono questi granitoidi in sezioni quasi verticali di roccia compatta, mentre le zone inferiori presentano sequenze metamorfiche di gneiss e micascisti. La morfologia piramidale della cima principale è il risultato dell'erosione glaciale che ha isolato la vetta dalle creste circostanti. Il nome balti "splendido picco" richiama le ore crepuscolari, quando le pareti del massiccio — in particolare quelle del Gasherbrum IV — risplendono di luce arancione sull'altopiano tibetano.

Storia alpinistica

Le prime ricognizioni del Gasherbrum I risalgono al 1929, quando una spedizione italiana guidata da Ardito Desio raggiunse per la prima volta il Conway Saddle, il colle che dà accesso alla cresta sud-est. Nel 1934 una grande spedizione internazionale guidata da Günter Dyhrenfurth, che includeva l'alpinista italiano Piero Ghiglione (inviato della Gazzetta del Popolo), raggiunse circa 6.250 metri prima di essere respinta dal maltempo. Nel 1936 la prima spedizione francese in assoluto nell'Himalaya-Karakorum, guidata da Henry de Ségogne con Marcel Ichac tra i partecipanti, salì fino a circa 7.000 metri per la cresta sud-est prima di rinunciare alle condizioni meteorologiche.

La prima ascensione arrivò nel 1958, nell'ambito di una spedizione americana guidata da Nicholas B. Clinch che era già sull'undicesimo ottomila rimasto inviolato nel Karakorum. Il 5 luglio Pete Schoening — già celebre per il "miracle belay" del 1953 sul K2, quando con una sola piccozza piantata nella neve aveva sostenuto con la propria corda cinque compagni in caduta — e Andy Kauffman raggiunsero la vetta per la cresta sud-est, percorrendo un itinerario lungo ma relativamente sicuro.

La tappa più significativa nella storia del Gasherbrum I — e nell'intero himalaysmo mondiale — arrivò nel 1975. Reinhold Messner e Peter Habeler, con soli dodici portatori per il trasporto al campo base, salirono in soli due, senza portatori d'alta quota, senza ossigeno supplementare, senza corde fisse preallestite, aprendo una via nuova sulla parete nord-ovest. Era la prima applicazione dello stile alpino su un ottomila: una cordata di due alpinisti che si comportava come se stesse salendo sulle Alpi, rapida, leggera, autosufficiente. Messner aveva concepito la filosofia "by fair means" — scalare per meriti propri, senza aiuti artificiali — e il Gasherbrum I ne fu la dimostrazione pratica. La salita fece scalpore nell'ambiente alpinistico mondiale e aprì la strada a tutte le successive salite in stile alpino sulle grandi vette himalaiane.

Nel 1983 Jerzy Kukuczka e Wojciech Kurtyka aprirono una nuova via in stile alpino e senza ossigeno, consolidando ulteriormente la vocazione di questa montagna come laboratorio dell'himalaysmo più avanzato. Nel 1984 Messner e Hans Kammerlander — nell'ambito della spedizione documentata dal regista Werner Herzog nel film Gasherbrum — Der leuchtende Berg — realizzarono il primo concatenamento assoluto di due ottomila: dal 23 al 30 giugno salirono prima il Gasherbrum II e poi il Gasherbrum I senza tornare al campo base, senza rifornimenti e senza incontrare altri alpinisti. Sette giorni, cinque bivacchi, due vette sopra gli ottomila metri. Il 9 marzo 2012 Adam Bielecki e Janusz Gołąb, facenti parte di una spedizione polacca guidata da Artur Hajzer, realizzarono la prima ascensione invernale, via dei Giapponesi e cresta nord-ovest, senza ossigeno, a -35°C.

Contesto culturale

Il Gasherbrum I condivide con il K2, il Broad Peak e il Gasherbrum II la straordinaria scenografia del ghiacciaio del Baltoro, uno degli ambienti alpinistici più famosi e frequentati del Karakorum. L'avvicinamento da Askole attraverso il Baltoro, con la progressiva rivelazione delle grandi pareti a ogni svolta del ghiacciaio, è descritto da generazioni di alpinisti come uno dei cammini più belli del pianeta. Il Circo di Concordia, dove si apre la vista su quattro ottomila, è la meta principale del trekking al K2, percorso ogni anno da centinaia di appassionati provenienti da tutto il mondo. La spedizione di Messner e Habeler del 1975 ha un posto speciale nella cultura alpinistica italiana: Messner era già allora un personaggio di fama crescente, e la dimostrazione pratica dello stile alpino su un ottomila contribuì a costruire la sua visione — poi sistematizzata nei decenni seguenti — di un alpinismo etico, minimale e autentico.

Fruizione e frequentazione

Il Gasherbrum I è raggiunto da un numero relativamente contenuto di spedizioni rispetto agli ottomila nepalesi, per via della posizione remota e dell'avvicinamento lungo. Il permesso di salita è rilasciato dal governo pakistano. Il campo base condiviso con il Gasherbrum II (a circa 5.200 metri) è raggiungibile dopo il lungo trekking sul Baltoro. La stagione principale è quella estiva (giugno–agosto).

Informazioni

Quota: 8.080m (nota: alcune fonti riportano 8.068m — discrepanza da verificare)
Nome alternativo: Hidden Peak, K5; Gasherbrum = "splendido picco" (balti)
Gruppo montuoso: Karakorum centrale — massiccio del Gasherbrum, subcatena del Baltoro Muztagh
Catena alpina: Karakorum
Tipologia: piramide rocciosa / vetta principale di massiccio
Area protetta: nessuna
Prima ascensione: 5 luglio 1958
Primi salitori: Pete Schoening, Andy Kauffman
Prima ascensione invernale: 9 marzo 2012
Primi salitori in invernale: Adam Bielecki, Janusz Gołąb
Libro di vetta: assente
Comune/i: Gilgit-Baltistan (Pakistan) / Xinjiang (Cina)
Valle/i: Valle del Baltoro (Pakistan)
Difficoltà alpinistica: AD (via normale); D–D+ (via Messner-Habeler e varianti)
Dislivello medio: 2.880m (da Campo Base)
Periodo consigliato: giugno–agosto
Esposizione prevalente: S-O (via normale); N-O (via Messner-Habeler)
Presenza ghiacciai: sì (Baltoro, Gasherbrum meridionale, Urdok)
Presenza tratti attrezzati: sì (corde fisse sulla via normale)

Collections

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