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Maurice Herzog

Maurice Herzog
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Data di nascita: 15/01/1919 · Data di morte: 13/12/2012

Alpinista francese, il 3 giugno 1950 raggiunse con Louis Lachenal la vetta dell'Annapurna I, la prima di un ottomila.

Dati anagrafici

nome: Maurice André Raymond Herzog
nascita: 15 gennaio 1919 - Lione
morte: 13 dicembre 2012 - Neuilly-sur-Seine
nazionalità: francese
professione: alpinista, dirigente d'impresa, uomo politico
affiliazione: Club Alpin Français, Groupe de Haute Montagne

Biografia

Maurice Herzog nacque a Lione il 15 gennaio 1919, primo di otto figli. Il padre Robert era ingegnere e alpinista, di origine svizzera e già arruolato nella Legione straniera francese durante la Prima guerra mondiale [da verificare]. Nell'infanzia e nell'adolescenza Herzog frequentò la valle di Chamonix, dove affrontò salite via via più impegnative nel massiccio del Monte Bianco. Studiò a Parigi, tra matematica e diritto, e si diplomò all'École des hautes études commerciales.

Durante la Seconda guerra mondiale partecipò alla Resistenza nelle Alpi e nel settembre 1944 assunse il comando della seconda compagnia del 27º Bataillon de chasseurs alpin], prendendo parte alle operazioni sul fronte alpino nell'inverno 1944-1945; per il servizio prestato ricevette la Croix de Guerre. Nel 1945 entrò come dirigente nell'impresa di pneumatici Kléber-Colombes e continuò in parallelo l'attività alpinistica.

Nel 1950 gli fu affidata la direzione della spedizione francese in Nepal, organizzata dal Comité de l'Himalaya, promosso dal Club Alpin Français [da verificare]. La scelta cadde su di lui per le doti organizzative, pur essendo nel gruppo guide professioniste con esperienza tecnica superiore. Del gruppo facevano parte Louis Lachenal, Lionel Terray, Gaston Rébuffat, Jean Couzy e Marcel Schatz, insieme al medico Jacques Oudot, al cineasta Marcel Ichac e all'ufficiale di collegamento Francis de Noyelle; gli sherpa erano coordinati da Ang Tharkay. L'autorizzazione nepalese riguardava Dhaulagiri e Annapurna e, non essendosi trovata una linea praticabile sul primo nei tempi disponibili, Herzog concentrò le forze sul secondo con l'avvicinarsi del monsone. Il 3 giugno 1950 raggiunse la vetta insieme a Lachenal, senza ossigeno supplementare.

Il ritorno fu l'episodio più grave della spedizione. Herzog perse i guanti in quota e subì gravissimi congelamenti alle mani; con il peggioramento del tempo la discesa avvenne in tormenta, e Terray e Rébuffat, che li soccorsero, furono a loro volta colpiti da oftalmia delle nevi. Herzog perse le dita delle mani e dei piedi, Lachenal quelle dei piedi. Lo stato di salute pose di fatto termine alla sua attività alpinistica di alto impegno.

Durante la convalescenza dettò il racconto dell'impresa, pubblicato nel 1951. Il libro fu tradotto in numerose lingue e diffuso in milioni di copie [da verificare]; i proventi sarebbero serviti per anni a finanziare nuove spedizioni francesi [da verificare]. Il documentario girato da Ichac e le fotografie pubblicate dalla stampa internazionale contribuirono alla notorietà dell'impresa.

Sull'attendibilità del racconto del 1951 si è aperto un dibattito, in particolare dagli anni Novanta. I fatti su cui le fonti concordano sono la salita di Herzog e Lachenal il 3 giugno 1950, l'assenza di ossigeno supplementare, i congelamenti e le amputazioni. Per decenni la principale testimonianza è stata il racconto dello stesso Herzog. Gli scritti di Lachenal, pubblicati dopo la sua morte con il titolo Carnets du vertige, offrono una lettura diversa delle decisioni prese durante l'attacco alla vetta, soprattutto sul rischio di congelamento. David Roberts, giornalista e alpinista statunitense, con il libro True Summit (2000) ha riaperto il confronto sulla gestione della spedizione e sul controllo della narrazione pubblica; Félicité Herzog, figlia di Maurice, nel 2012 ha pubblicato Un héros, che affronta criticamente il mito familiare [da verificare la natura dell'opera]. Queste sono letture attribuite ai rispettivi autori: nessuna mette in discussione che l'ascensione sia stata compiuta da Herzog e Lachenal, e il dibattito riguarda il ruolo degli altri membri e le motivazioni di alcune scelte.

Herzog ricoprì incarichi nelle istituzioni alpinistiche: fu presidente del Groupe de Haute Montagne dal 1951 al 1956 e del Club Alpin Français dal 1954 al 1956 [da verificare]. La notorietà dell'impresa lo portò alla vita pubblica: il 27 settembre 1958 fu nominato alto commissario alla Gioventù e allo Sport, dall'11 giugno 1963 all'8 gennaio 1966 fu segretario di Stato per lo stesso settore. Fu deputato del Rhône nel 1962-1963 e dell'Haute-Savoie dal 1967 al 1978, e sindaco di Chamonix-Mont-Blanc dal 1968 al 1977. Entrò nel Comitato Olimpico Internazionale nel 1970, ne fu membro fino al 1994 e dal 1995 membro onorario. Nel 2011 ricevette la Grand-Croix della Légion d'honneur.

Morì il 13 dicembre 2012 a Neuilly-sur-Seine, a 93 anni.

Imprese alpinistiche

  • Dhaulagiri (8.167m) - 1950 - ricognizione della spedizione francese, nessuna linea praticabile individuata nei tempi disponibili (Himalaya, Nepal)

  • Annapurna I (8.091m) - 1950 - prima ascensione assoluta di un ottomila, il 3 giugno, con Louis Lachenal, senza ossigeno supplementare, dal versante nord, capo della spedizione francese (Himalaya, Nepal)

Opere

  • Annapurna, premier 8 000, Parigi-Grenoble, Arthaud, 1951

  • Regards vers l'Annapurna, Parigi-Grenoble, Arthaud, 1951

  • Uomini sulla Annapurna, Milano, Garzanti, 1952

  • L'Autre Annapurna, Parigi, Robert Laffont, 1998

  • Renaître. Une autre vie après l'Annapurna, Parigi, Jacob-Duvernet, 2007

Bibliografia

In veste di scrittore

  • non applicabile: nessuno studio critico dedicato alla sua produzione scritta reperito

In veste di citazione importante

  • Louis Lachenal, Carnets du vertige, 1956, edizione ampliata Chamonix, Guérin, 1996

  • Lionel Terray, Les Conquérants de l'inutile, Parigi, Gallimard, 1961

  • Yves Ballu, Gaston Rébuffat, une vie pour la montagne, Parigi, Hoëbeke, 1996

  • David Roberts, True Summit, New York, Simon & Schuster, 2000, edizione francese Annapurna, une affaire de cordée, Chamonix, Guérin, 2000

  • Catherine De Baecque, Maurice Herzog, le survivant de l'Annapurna, Parigi, Arthaud, 2011

  • Félicité Herzog, Un héros, Parigi, Grasset, 2012

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