Alpinista ed esploratore austriaco, tra i primi quattro salitori della parete nord dell'Eiger nel 1938.
Dati anagrafici
nome: Heinrich Harrer
nascita: 6 luglio 1912 - Obergossen, Hüttenberg (Carinzia)
morte: 7 gennaio 2006 - Friesach (Carinzia)
nazionalità: austriaca
professione: alpinista, esploratore e scrittore
Biografia
Heinrich Harrer nacque a Obergossen, nel comune carinziano di Hüttenberg, primo figlio di Josef Harrer, impiegato postale, e di Johanna Harrer. Nel 1927 la famiglia si trasferì a Graz, dove entrò nell'Österreichischer Alpenverein e, tra il 1933 e il 1938, studiò geografia ed educazione fisica all'università. Nel 1936 fu inserito nella squadra austriaca di discesa e slalom per i Giochi olimpici invernali di Garmisch-Partenkirchen, nel 1937 vinse la discesa ai campionati mondiali universitari e dallo stesso anno lavorò come allenatore della nazionale femminile austriaca di sci.
Nel luglio 1938, subito dopo l'ultimo esame di Stato, raggiunse la zona di Grindelwald con Fritz Kasparek per tentare la parete nord dell'Eiger, dove avevano già fallito molti alpinisti esperti. La salita, completata insieme a due alpinisti tedeschi, gli diede notorietà internazionale e ebbe un uso politico. Pochi mesi prima, subito dopo l'annessione dell'Austria alla Germania, Harrer era entrato nelle SS con il grado di Oberscharführer, il 1 aprile 1938, e risulta iscritto al partito nazionalsocialista dal 1 maggio dello stesso anno. La propaganda del regime presentò la salita come un simbolo della superiorità della razza tedesca, i quattro alpinisti furono ricevuti da Adolf Hitler a Breslavia e Harrer scrisse un contributo per il volume Um die Eiger-Nordwand, pubblicato dall'editore centrale del partito. Nel dicembre 1938 sposò Lotte Wegener, figlia dell'esploratore della Groenlandia Alfred Wegener.
Nel 1939 partecipò a una spedizione al Nanga Parbat organizzata dalla Himalaya-Stiftung, fondazione che il Deutsches Historisches Museum qualifica come nazionalsocialista. Allo scoppio della guerra fu arrestato con i compagni nel porto di Karachi e internato in un campo di prigionia britannico in India. Il 29 aprile 1944 riuscì a fuggire con Peter Aufschnaiter: i due percorsero a piedi circa 2.000km, attraverso numerosi valichi himalayani, e raggiunsero Lhasa nel 1946. Harrer lavorò come traduttore e fotografo per il governo tibetano e visse a Lhasa fino al 1951 come insegnante e consigliere del XIV Dalai Lama, con il quale mantenne un'amicizia durata tutta la vita. Lasciò il Tibet dopo l'ingresso delle truppe cinesi e rientrò in Austria nel 1952.
Negli anni seguenti compì spedizioni esplorative ed etnografiche alle sorgenti del Rio delle Amazzoni (1953), sul Ruwenzori (1957), in Nuova Guinea (1962), a Borneo (1971 e 1972), in Uganda e Zaire (1977) e più volte in Bhutan tra il 1980 e il 1986. All'inizio degli anni Ottanta tornò in Tibet. Nel 1982 ricevette dal presidente federale tedesco la Grande Croce al merito.
Nell'agosto 1957 la parete nord dell'Eiger fu teatro di una tragedia. Gli italiani Claudio Corti e Stefano Longhi si unirono a due tedeschi, Günther Nothdurft e Franz Mayer. Longhi morì in parete. Nothdurft e Mayer lasciarono a Corti la tenda, proseguirono verso la vetta e scomparvero. Nel libro Die weiße Spinne (1958) Harrer giudicò con severità la condotta di Corti, e in Italia fu tra i principali sostenitori dei sospetti sulla sua responsabilità per la morte dei due tedeschi. Nel 1961 i corpi di Nothdurft e Mayer furono trovati sul versante occidentale, lontano dall'itinerario normale: i due avevano raggiunto la vetta e stavano scendendo da un'altra via, e il ritrovamento smentì le tesi di Harrer. La vicenda è ricostruita nel volume curato da Daniel Anker, Giovanni Capra e Rainer Rettner.
Nel 1997 l'uscita del film tratto da Sieben Jahre in Tibet aprì un dibattito sul passato nazionalsocialista di Harrer, che non aveva mai affrontato pubblicamente la questione. Gli elementi si distinguono per grado di certezza. L'ingresso nelle SS nel 1938 e l'iscrizione al partito sono documentati, e Harrer riconobbe di essere stato nelle SS per un periodo limitato, affermando di aver indossato l'uniforme una sola volta, il giorno del matrimonio, e di aver aderito al partito per favorire la carriera di insegnante e di alpinista. Più discussa è l'appartenenza alle SA dall'ottobre 1933, quando l'organizzazione era illegale in Austria: la data compare nella domanda di autorizzazione al matrimonio presentata alle SS nel 1938, e documenti d'archivio furono individuati dal giornalista Gerald Lehner e resi noti nel 1997 dalla rivista Stern. Harrer contestò questa ricostruzione e disse di aver scritto quella data per vantarsi. Il Deutsches Historisches Museum descrive la sua come un'appartenenza nominale, e a Lehner si deve uno studio dedicato al tema.
Harrer morì a Friesach il 7 gennaio 2006 e fu sepolto nel cimitero di Hüttenberg.
Imprese alpinistiche
Eiger (3.967m) - 1938 - prima ascensione della parete nord (vetta il 24 luglio), con Fritz Kasparek, Anderl Heckmair e Ludwig Vörg - Alpi Bernesi, Svizzera
Nanga Parbat (8.126m) - 1939 - spedizione tedesca di ricognizione - Himalaya, Pakistan
Ausangate (6.384m) - 1953 - prima ascensione della cima principale, con Fritz März e Jürgen Wellenkamp; alcune fonti includono Heinz Steinmetz tra i salitori [da verificare] - Cordillera Vilcanota, Perù
Mount Drum (3.661m) - 1954 - prima ascensione per la cresta nord, con Keith Hart e George Schaller - Wrangell Mountains, Alaska
Mount Deborah (3.761m) - 1954 - prima ascensione per la cresta sud (vetta il 19 giugno), con Fred Beckey e Henry Meybohm - Hayes Range, Alaska
Mount Hunter (4.442m) - 1954 - prima ascensione per la cresta ovest (vetta il 5 luglio), con Fred Beckey e Henry Meybohm - Alaska Range, Alaska
Piramide di Carstensz, Puncak Jaya (4.884m) - 1962 - prima ascensione, spedizione guidata da Harrer, con Philip Temple, Russell Kippax e Albertus Huizenga - Nuova Guinea occidentale
Luoghi e intitolazioni
museo Heinrich Harrer - Hüttenberg, Carinzia - museo etnografico con le collezioni dei viaggi in Tibet, Africa, Borneo e Sud America
Opere
Um die Eiger-Nordwand (volume collettivo, contributo di Harrer), Franz Eher Nachfolger, 1938
Sette anni nel Tibet, Milano, Garzanti, 1953 (edizione originale Sieben Jahre in Tibet, 1952)
Ragno bianco, Milano, Garzanti, 1959 (edizione originale Die weiße Spinne, 1958)
Ich komme aus der Steinzeit, Berlino, 1963
Mein Leben, 2002
Bibliografia
In veste di citazione importante
Gerald Lehner, Zwischen Hitler und Himalaya. Die Gedächtnislücken des Heinrich Harrer, Czernin Verlag, 2007
Daniel Anker, Giovanni Capra, Rainer Rettner (a cura di), Morte sull'Eiger. Il dramma di Claudio Corti e Stefano Longhi, Corbaccio, 2007