Alpinista triestino, nel 1933 salì per primo la parete nord della Cima Grande di Lavaredo con Giuseppe e Angelo Dimai.
Dati anagrafici
nome: Leonardo Emilio Comici
pseudonimo / soprannome: l'Angelo delle Dolomiti
nascita: 21 febbraio 1901 - Trieste
morte: 19 ottobre 1940 - Vallunga, Selva di Val Gardena
nazionalità: italiana
professione: alpinista, guida alpina, maestro di sci
affiliazione: Società Alpina delle Giulie (CAI Trieste), Associazione XXX Ottobre
Biografia
Leonardo Emilio Comici nacque a Trieste il 21 febbraio 1901 da Antonio, operaio in un cantiere navale, e da Regina Cartago. Terminati gli studi medi, nel 1916 iniziò a lavorare come impiegato nei magazzini generali del porto. Frequentò il ricreatorio Pitteri, dove faceva attività fisica; superato il limite di età per restarvi, il 2 dicembre 1918 fondò con altri coetanei l'associazione sportiva XXX Ottobre, il cui nome ricorda il 30 ottobre 1918, giorno in cui Trieste si proclamò libera dall'Austria.
L'anno successivo l'associazione si dotò di un gruppo speleologico e il programma, nel libro sezionale, è di mano di Comici: rilievi planimetrici delle grotte, contributo al catasto, relazioni sui fenomeni carsici. Con i compagni rilevò circa ottocento tra abissi e inghiottitoi del Carso e nell'ottobre 1926, dopo un'esplorazione iniziata in aprile, raggiunse il fondo del Bus de la Lum, sull'altopiano del Cansiglio, a 500m di profondità, allora primato mondiale. Il servizio militare, nel genio radiotelegrafisti, durò dal 1922 al 1923. Le prime salite di rilievo risalgono al 1925, mentre l'esplorazione sotterranea fu lasciata nel 1928.
Le pareti della Val Rosandra, a pochi chilometri da Trieste, gli parvero adatte a una palestra di arrampicata. Nel 1929 partecipò alla fondazione del Gruppo alpinisti rocciatori sciatori (GARS), sezione triestina del CAI, e al suo interno della Scuola di roccia della Val Rosandra.
Nel 1932 lasciò l'impiego per fare la guida alpina e si stabilì a Misurina, dove rimase fino alla fine del 1938: fu la prima guida di origine cittadina. Alla professione di guida affiancò quella di maestro di sci, esercitata a Misurina, San Martino di Castrozza, Sestriere, Claviere, Limone Piemonte e in Arlberg. Coinvolse spesso i clienti nelle sue prime ascensioni. Dal 1935 al 1939 fu chiamato come istruttore dalla Scuola centrale militare di alpinismo di Aosta, che lo portò in zone diverse delle Alpi, dalle Tre Cime di Lavaredo al Brenta, dal Sassolungo al Gran Paradiso. Come guida salì anche nel gruppo del Monte Bianco, a Zermatt, nel Delfinato e nel gruppo della Jungfrau, e tra il 1934 e il 1937 compì prime ascensioni in Iugoslavia, Francia, Spagna, Grecia ed Egitto.
Intendeva l'arrampicata come espressione artistica più che come prova atletica: contava il tracciato, ideale quello della goccia d'acqua che cade dalla vetta, e il modo elegante e sicuro di seguirlo. A questa concezione si accompagnarono innovazioni tecniche documentate: una discesa in corda doppia più rapida, con cordino e moschettone alla gamba, la traversata in parete su due corde manovrate in trazione alterna e un metodo per superare i soffitti con chiodi, staffe e manovra delle corde. L'insegnamento ebbe un posto stabile nella sua attività: fu istruttore in scuole di roccia e tenne conferenze sostenute da serie di fotografie e, in seguito, da cortometraggi.
La salita della parete nord della Cima Grande di Lavaredo richiese novanta chiodi, come scrisse lo stesso Comici, e riaccese la discussione sull'uso dei mezzi artificiali. Il giorno prima della vetta Comici cedette la guida della cordata a Giuseppe Dimai, per la stanchezza e per crampi agli avambracci.
Alla fine del 1938 si trasferì a Selva di Val Gardena, dove gli fu affidata la direzione della Scuola nazionale di sci. A Selva ricoprì un incarico amministrativo del regime fascista: le fonti lo indicano come podestà o come commissario prefettizio e ne collocano l'inizio in date diverse, tra il 1938 e il 1940. La biografia di David Smart affronta il tema del suo impegno politico e delle sue contraddizioni personali.
Morì il 19 ottobre 1940 nella palestra di roccia di Vallunga, vicino a Selva, dove si trovava con un gruppo di persone: il cedimento di un cordino ne causò la caduta. Le fonti concordano su data, luogo e carattere accidentale dell'evento e divergono sui dettagli della manovra. Il 16 marzo 1941 il CONI gli conferì alla memoria la medaglia d'oro al valore atletico, la cui proposta era rimasta ferma per tre anni.
Imprese alpinistiche
campanile Villaco - 1925 - parete est con Giulio Benedetti, variante al primo tracciato del 1921
cima Innominata (gruppo del Jof Fuart) - 1927 - prima salita della gola nord-est con Gino Razza
cima di Riofreddo (gruppo del Jof Fuart) - 1928 - prima salita della parete nord con Giordano Bruno Fabjan
cima degli Aghi e cima del Bancon (gruppo del Civetta) - 1928 - prime ascensioni con Domenico Rudatis
cima di Riofreddo (gruppo del Jof Fuart) - 1929 - prima salita dello spigolo nord con Fabjan
Dito di Dio (gruppo del Sorapiss) - 1929 - prima salita della parete nord-ovest con Fabjan
Tre Sorelle (gruppo del Sorapiss) - 1929 - parete nord con Fabjan, due vie nuove (una in salita e una in discesa), prima scalata italiana di sesto grado
cimon del Montasio - 1930 - prima salita della parete ovest con Fabjan, Riccardo Deffar e Mario Orsini
cengia degli Dei (Jof Fuart) - 1930 - percorsa con Mario Cesca lungo i versanti del gruppo
Croda dei Toni, cima di Mezzo - 1930 - prima salita della parete nord-ovest con Fabjan e Piero Slocovich
Civetta - 1931 - prima salita della direttissima sulla parete nord-ovest con Benedetti
Zuccone Campelli - 1931 - via per fessura con Mary Varale, Mario Dell'Oro e Riccardo Cassin
Torre del Diavolo (Cadini di Misurina) - 1932 - salita diretta dal Vallone della Neve con Mario Salvadori
Cima Grande di Lavaredo (2.999m) - 1933 - prima salita della parete nord, via Comici-Dimai, con Giuseppe e Angelo Dimai
Cima Piccola di Lavaredo (2.857m) - 1933 - prima salita dello Spigolo Giallo con Mary Varale e Renato Zanutti
Punta di Frida (Cima Piccola di Lavaredo) - 1934 - via con Fabjan, Vittorio Cottafavi e Gianfranco Pompei
Torre Piccola di Falzarego - 1934 - prima salita dello spigolo sud-ovest con Mary Varale e Sandro Del Torso
Cima Piccola di Lavaredo (2.857m) - 1936 - prima salita dello spigolo nord-ovest con Piero Mazzorana
Dito di Dio (gruppo del Sorapiss) - 1936 - prima salita della parete nord con Mazzorana e Del Torso
Torre Comici (Val di Suola, Alpi Carniche) - 1936 - prima salita con Del Torso e Zanutti
cima d'Auronzo (gruppo della Croda dei Toni) - 1937 - prima salita della parete sud con Severino Casara
Cima Grande di Lavaredo (2.999m) - 1937 - ripetizione in solitaria della via Comici-Dimai in 3h45'
Salame del Sassolungo (poi campanile Comici) - 1940 - prima salita della parete nord con Casara
Luoghi e intitolazioni
rifugio Emilio Comici - Selva di Val Gardena, ai piedi del Sassolungo, nella zona di Piz Sella e Plan de Gralba - intitolato a Comici
rifugio Zsigmondy-Comici - Piani di Rio di Sopra, sotto la Croda dei Toni, comune di Sesto - intitolato a Emil Zsigmondy e a Comici
bivacco Comici - Busa del Banco, comune di Auronzo di Cadore - intitolato a Comici
scuola nazionale di alpinismo Emilio Comici - Trieste, Società Alpina delle Giulie (CAI) - nata come Scuola di roccia della Val Rosandra, intitolata a Comici dopo la sua morte
Opere
Alpinismo eroico, Milano, Hoepli, 1942
Con me a scuola di sci, Milano, Hoepli, 1945
Alpinismo eroico, seconda edizione aggiornata, Bologna, Tamari, 1961
Alpinismo eroico, Torino, CDA & Vivalda, 1995
Bibliografia
In veste di citazione importante
Severino Casara, L'arte di arrampicare di Emilio Comici, Milano, Hoepli, 1957
Mario Barsali, voce Comici, Leonardo Emilio, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 27, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1982
Spiro Dalla Porta Xidias, Emilio Comici. Mito di un alpinista, Belluno, Nuovi Sentieri, 1988
Spiro Dalla Porta Xidias, Emilio Comici. Le ali dell'angelo, Nordpress, 2001
David Smart, Emilio Comici: Angel of the Dolomites, Victoria, Rocky Mountain Books, 2020
David Smart, Emilio Comici. L'angelo delle Dolomiti, Milano, Solferino, 2022
Marco Proietti, Emilio Comici. Alpinista, esteta, uomo, De Piante Editore, 2026